Martedì 23 Luglio 2024

L’industria nautica cresciuta in dieci anni tre volte il Pil

La nautica da diporto in Italia rappresenta un settore chiave dell'economia nazionale, con un impatto economico e occupazionale significativo. La cantieristica italiana è in crescita, ma sfide come l'attrattività della bandiera nazionale e la sostenibilità richiedono azioni mirate per massimizzare il potenziale di crescita.

L’industria nautica cresciuta in dieci  anni tre  volte il Pil

L’industria nautica cresciuta in dieci anni tre volte il Pil

CON UN IMPATTO complessivo che supera i 27 miliardi di euro all’anno e coinvolge 157.000 posti di lavoro, la nautica da diporto in Italia rappresenta un settore di fondamentale importanza per l’economia nazionale. Questa industria non solo contribuisce significativamente al PIL, ma anche allo sviluppo di diverse filiere del Made in Italy e del turismo. Un’analisi approfondita della Deloitte, commissionata da Altagamma, evidenzia che dal 2012 al 2022, la nautica italiana è cresciuta tre volte rispetto al PIL nazionale, dimostrando una resilienza e una capacità di espansione notevoli. Il valore della produzione della cantieristica è passato da 1,3 miliardi di euro nel 2012 a 4,5 miliardi di euro nel 2022, con un tasso di crescita annuale composto (Cagr) del 19%. Circa il 70% di questa crescita è attribuibile ai superyacht, settore in cui l’Italia è leader mondiale, detenendo circa il 50% del portafoglio ordini globale per yacht superiori ai 24 metri. L’impatto occupazionale della nautica da diporto è altrettanto significativo. Nel 2022, il settore ha generato circa 157.000 posti di lavoro, suddivisi tra la cantieristica (70.000), la flotta e il turismo nautico (60.000), e altre attività correlate (26.000).

Questi numeri dimostrano l’importanza del settore non solo in termini di contributo economico diretto, ma anche per il suo effetto moltiplicatore sull’occupazione. La cantieristica italiana, specializzata nella costruzione di nuove unità e nel refitting, è una delle migliori al mondo e nell’ultimo decennio ha visto una crescita straordinaria, con un valore di produzione oltre i 4 miliardi di euro nel 2022. Questo segmento rappresenta il cuore pulsante dell’industria nautica italiana. Il rapporto Altagamma-Deloitte sottolinea come la maggior parte della produzione sia destinata all’export, con gli yacht italiani apprezzati in tutto il mondo per la loro qualità e innovazione. Uno dei punti di forza della cantieristica italiana è la capacità di combinare tradizione e innovazione. I cantieri italiani sono rinomati per la loro maestria artigianale, che si riflette nella cura dei dettagli e nella qualità dei materiali utilizzati. Allo stesso tempo, l’industria ha saputo investire in nuove tecnologie e processi produttivi, mantenendosi all’avanguardia nel design e nella sostenibilità. Questo mix di tradizione e innovazione ha permesso ai cantieri italiani di consolidare la loro posizione di leadership sul mercato globale e di attrarre una clientela internazionale sempre più esigente. Il turismo nautico costituisce una parte rilevante dell’impatto economico del settore. L’Italia, con le sue coste suggestive e un’offerta portuale di alto livello, è una delle mete preferite per i diportisti di tutto il mondo.

Nel 2022, il 30% della flotta mondiale di superyacht ha visitato le coste italiane, sebbene solo il 6,5% di queste imbarcazioni battesse bandiera italiana. Questo dato evidenzia una delle sfide principali per il settore: aumentare l’attrattività della bandiera italiana per i superyacht, una mossa che potrebbe generare ulteriori benefici economici per il paese. Nonostante l’Italia sia un leader globale nella costruzione di superyacht, vi sono ancora margini significativi di crescita. Un punto critico è rappresentato dalla bassa percentuale di superyacht con bandiera italiana. Solo il 6% dei superyacht registrati in Italia batte bandiera nazionale, limitando l’impatto economico potenziale che queste imbarcazioni possono generare sul territorio. Per superare questa sfida, il rapporto suggerisce di rendere la bandiera italiana più attrattiva, ad esempio assimilando l’Iva delle attività di charter nautico a quella alberghiera, e migliorando le infrastrutture delle marine italiane per renderle vere mete del turismo nautico.

Un altro aspetto importante è la sostenibilità. L’industria nautica, come molte altre, è chiamata a confrontarsi con le sfide ambientali e a ridurre il proprio impatto ecologico. In questo contesto, la cantieristica italiana sta già facendo passi avanti significativi, investendo in soluzioni innovative per la costruzione di yacht a basso impatto ambientale e promuovendo pratiche sostenibili. Ad esempio, l’uso di materiali riciclabili e tecnologie a risparmio energetico è in aumento, così come la ricerca su propulsioni alternative, come l’elettrico e l’ibrido. La formazione e la qualificazione professionale rappresentano un’altra area chiave per il futuro della nautica italiana. Garantire un’adeguata preparazione alle nuove generazioni di lavoratori è essenziale per mantenere l’eccellenza e la competitività del settore. In questo senso, collaborazioni tra aziende, scuole e università possono contribuire a sviluppare programmi formativi mirati e a colmare il gap tra domanda e offerta di competenze.

Il settore della nautica da diporto in Italia non è solo un pilastro dell’economia nazionale, ma anche un settore con enormi potenzialità di crescita. Le eccellenze nella cantieristica e le bellezze naturali delle coste italiane offrono un vantaggio competitivo unico. Tuttavia, per sfruttare appieno questo potenziale, è necessario adottare politiche che incentivino l’uso della bandiera italiana e migliorino le infrastrutture portuali. Solo così l’Italia potrà consolidare la sua posizione di leader mondiale e massimizzare i benefici economici e occupazionali di questo settore strategico.