Mercoledì 24 Luglio 2024

Internet, svanite quattro pagine su 10

Molti contenuti online scompaiono nel "decadimento digitale": in dieci anni il 38% delle pagine web è sparito, compresi link su notizie e social media. Consiglio: salvare ciò che si vuole conservare.

Internet, svanite quattro pagine su 10

Internet, svanite quattro pagine su 10

PROBABILE CHE molti di noi navigando online si siano imbattuti nel messaggio ’errore 404’, forse cercando un vecchio forum o una notizia da un sito di informazione o di servizio. Nella maggior parte dei casi sono link cancellati o spostati, a dimostrazione che anche Internet non dura per sempre. In dieci anni quasi il 40% delle pagine web non sono più accessibili, un effetto ’decadimento digitale’ per cui grandi quantità di notizie stanno svanendo dall’immenso archivio della vita moderna. "Nel passaggio dall’era del web statico all’era dei social media, i contenuti vengono creati sempre più per fotografare un momento e poi scomparire", ha spiegato Vincenzo Cosenza (nella foto sotto), esperto di digitale. A far emergere le informazioni è un’analisi del Pew Research Center che ha raccolto campioni di quasi un milione di pagine web dal 2013 al 2023. Il fenomeno è trasversale e si verifica in spazi online diversi, dai collegamenti sui siti istituzionali a quelli di notizie, da Wikipedia ai social media.

Secondo il centro studi americano in dieci anni è scomparso il 38% delle pagine web, quasi 4 su 10, e non sono più disponibili persino le pagine più recenti, per esempio l’8% di quelle esistenti nel 2023. Quasi un quarto di tutti gli articoli di notizie sul web, il 23%, contiene almeno un collegamento morto anche sui siti più trafficati. Nel caso dei siti governativi statunitensi, il 21% delle pagine ha almeno un link scaduto. Inoltre, circa il 23% delle pagine di notizie include almeno un collegamento non funzionante, il 21% dei siti web governativi e il 54% delle pagine di Wikipedia include nei propri riferimenti un collegamento che non esiste più. La perdita di informazioni è evidente anche sui social media. Quasi un quinto di tutti i post su X, l’ex Twitter, erano inaccessibili pochi mesi dopo la loro pubblicazione. Nel 60% dei casi, il profilo che ha pubblicato il post è diventato privato, sospeso o cancellato del tutto dalla piattaforma. E in alcune lingue il fenomeno è più evidente, forse per effetto della censura: ad esempio oltre il 40% dei tweet scritti in turco o arabo non sono più visibili a tre mesi dalla pubblicazione. Insomma, d’ora in poi se si legge qualcosa su Internet che si vuole conservare vale la pena salvarla sul proprio computer perché potrebbe non essere più rintracciabile.