Giovedì 20 Giugno 2024

Industria 5.0. La ricetta di Bi-Rex per diventare sostenibili

Bi-Rex presenta Industria 5.0, successore della 4.0, con investimenti in tecnologie avanzate e supporto alle imprese per l'innovazione e la trasformazione digitale. Mission: favorire l'adozione delle tecnologie abilitanti e il trasferimento tecnologico. Progetti di ricerca e sviluppo finanziati dal Mimit. Focus su intelligenza artificiale e interazione uomo-macchina. Bi-Rex amplia competenze e territorio, con nuova sede a Palermo in collaborazione con l'università locale.

Industria 5.0. La ricetta  di Bi-Rex per diventare sostenibili

Industria 5.0. La ricetta di Bi-Rex per diventare sostenibili

NON C’È 4.0 SENZA 5.0. Infatti, all’interno di Bi-Rex respira il futuro già dall’ingresso. Un domani, però, destinato a diventare presente e che guarda ‘al di là dell’orizzonte’, che gli inglesi traducono in ‘Beyond the Horizon’, ovvero il titolo e il senso della presentazione della nuova Industria 5.0, successore dalla già implementata Industria 4.0. La rassegna è stata ideata da Bi-Rex per far conoscere la Linea Pilota e le tecnologie al suo interno, grazie a un investimento di 3,5 milioni di euro: artificial intelligence, realtà virtuale e aumentata, additive manufacturing, robotica, digital twin, 5g, iot, smart manufacturing. Bi-rex è il ‘competence center’ nazionale specializzato sui big data. Nel 2023, dal ministero delle imprese e del Made in Italy (Mimit), al consorzio pubblico-privato a guida industriale che riunisce in partenariato 61 soggetti tra università, centri di ricerca e imprese, sono arrivati 18 milioni del Pnrr da investire a favore delle imprese, quasi tutti assimilati in meno di 1 anno dal tessuto industriale italiano per progetti di ricerca, sviluppo e servizi di innovazione. Dunque, un punto di riferimento in materia in grado di offrire supporto alle imprese nei processi di innovazione e nella trasformazione digitale e sostenibile. Insomma, "portare la piccola e media impresa italiana nell’era dell’industria 5.0 rendendo accessibili competenze, risorse e infrastrutture sempre più evolute, grazie a tecnologie allo stato dell’arte e a un’oculata gestione delle risorse pubbliche", dice il direttore di Bi-Rex Stefano Cattorini (nella foto in alto a sinistra). Bi-Rex è anche l’unico tra gli otto centri di competenza nazionali a guida industriale. La mission dell’azienda è quella di favorire l’adozione delle tecnologie abilitanti Industria 4.0-5.0 e facilitare il trasferimento tecnologico, attraverso una vasta serie di servizi. Così Bi-rex ha presentato mercoledì alcuni tra i 35 progetti di innovazione che sono stati cofinanziati dal Mimit riguardanti le aree di ‘additive manufacturing’.

A spiegarci cos’è la Linea Pilota è direttamente il cane robot parlante della Boston Dynamics posto all’interno della fabbrica: "La Linea Pilota è una linea di produzione dove le tecnologie vengono integrate con quelle tradizionali all’interno di un ambiente interconnesso e rappresenta un modello di industria collaborativa e sostenibile. È una fabbrica digitale del futuro utile a supportare l’innovazione tecnologica delle imprese, e la loro ricerca, sviluppo e formazione". Allora, è qui che Bi-Rex ha presentato le nuove infrastrutture tecnologiche a sua disposizione attraverso casi d’uso e 21 ‘Proof of concept (Poc)’ industriali per mostrare le applicazioni di queste tecnologie avanzate alle imprese attraverso un servizio di ‘Test before Invest’ con focus specifico sui temi di intelligenza artificiale e interazione uomo-macchina. "La tecnologia connette tutti tra di loro – ricorda Cattorini-. La ‘Smart Factory’ allora è fondamentale per dare alle pmi un ambiente di prova prima dell’investimento, fare prove senza vincoli di produzione e permette alle imprese di usare i propri soldi in modo più accurato. Perché chi vuole digitalizzare deve usare un mix di tecnologie".

Se la Linea Pilota è il cuore pulsante di Bi-Rex, il centro annovera ulteriori attività istituzionali. "Dobbiamo adeguarci velocemente ai cambiamenti, perché queste tecnologie sono in continua evoluzione e portano tante opportunità, ma anche qualche difficoltà derivante dalla paura al cambiamento. Tant’è che i nostri progetti portano alla sostenibilità e alla parità di genere", ha raccontato Domenico Bambi (nella foto a destra), presidente Bi-Rex. Oltre a questo, allora, l’azienda segue diverse linee. La prima è la pubblicazione di bandi destinati ai progetti innovativi delle imprese, che il decreto Mimit del 2023 ha cofinanziato con 9,3 milioni di euro per iniziative di ricerca e sviluppo. Un bando aperto la scorsa estate ha permesso di allocare 7,4 milioni su 30 progetti, del valore complessivo di 16,5 milioni di euro, fra 70 imprese coinvolte, di cui 48 piccole. La seconda è l’offerta di servizi per la trasformazione digitale e il trasferimento tecnologico delle aziende, che il ministero ha sostenuto con 4,8 milioni di euro per l’erogazione agevolata con sconto in fattura. Risorse assorbite dalle imprese nel periodo compreso tra maggio 2023 e marzo 2024. "Abbiamo dimostrato una buona capacità di spesa, in particolare per quanto riguarda la richiesta dei servizi, esaurendo quanto ricevuto a maggio 2023 nell’arco di poco più di 9 mesi – afferma Cattorini-. Di qui la scelta, concordata con il Mimit, di riallocare ulteriori 1,9 milioni, che avevamo originariamente destinato al finanziamento dei progetti, per dare continuità ai servizi di ricerca e sviluppo, e guidare le imprese verso una innovazione sostenibile e per la parità di genere", sostiene Cattorini, secondo cui l’effetto nelle pmi di Bi-Rex "va espresso in numeri: in 1 anno abbiamo chiuso 500 contratti di servizi di cui il 70% con le pmi".

Dallo scorso anno Bi-Rex investe anche sulle competenze, oltre che sulle tecnologie. Dal gennaio 2023 è passata da 10 persone a più di 40 considerando anche consulenti, assegnisti e tirocinanti. Proprio in termini di copertura del territorio si inserisce l’inaugurazione di una nuova sede a Palermo, iniziativa nata insieme all’università del capoluogo siciliano. Apertura che, secondo Cattorini, "ha un’importanza strategica per il mondo produttivo del Mezzogiorno, anche in termini di ricerca applicata all’industria, di competenze locali attivate e di tecnologie allo stato dell’arte presenti nei laboratori dell’ateneo".