Mercoledì 17 Luglio 2024

Il mercato Usa: opportunità e rischi

Le imprese italiane continuano a guardare agli Stati Uniti come mercato chiave, nonostante i rischi legali e fiscali. Un recente convegno a Bologna ha evidenziato l'importanza di una corretta gestione per capitalizzare le opportunità offerte dal gigante americano.

Il mercato Usa: opportunità e rischi

Il mercato Usa: opportunità e rischi

NEGLI ULTIMI anni, sebbene il panorama internazionale sia stato oggetto di profondi mutamenti geopolitici e sociali di portata globale, gli Stati Uniti hanno continuato a rivestire un ruolo centrale per le imprese italiane. Forti di un’economia intrinsecamente flessibile e dinamica, gli Usa rappresentano non solo il principale mercato al mondo, ma anche il primo mercato di export italiano al di fuori dell’Ue. Di fronte ai rischi tangibili legati alla frammentazione dell’ordine internazionale, infatti, il mercato statunitense si conferma un porto sicuro che permette alle imprese italiane di diversificare il rischio commerciale e capitalizzare il prestigio del Made in Italy nei più svariati settori. Nonostante le enormi opportunità, l’espansione in America comporta però anche rischi significativi, soprattutto dal punto di vista legale, che oltreoceano risulta particolarmente complesso – a causa della sovrapposizione tra ordinamenti federali, statali e locali – e sostanzialmente differente rispetto al sistema italiano. Le nostre aziende devono saper navigare in queste acque con cautela, considerando i costi legali che possono essere significativamente superiori rispetto all’Italia. Se ne è parlato nei giorni scorsi a Bologna nel corso di un convegno presso Confindustria Emilia, cui hanno partecipato Giuliano Iannaccone (nella foto in basso) e Luigi Perin, autori del libro “Stati Uniti d’America: diritto e fiscalità d’impresa” (Wolters Kluwer – Ipsoa Manuali) insieme a Mario Fuzzi, partner di Iuxteam Avvocati & Commercialisti. Il volume espone i principali aspetti giuridici e fiscali con cui le aziende italiane si devono confrontare nell’avviare attività commerciali o investimenti con gli Usa.

Una ricerca promossa dall’ambasciata d’Italia a Washington e condotta dall’Università di Brescia sulle imprese italiane con partecipazioni di controllo in imprese statunitensi ha portato all’identificazione di ben 1.826 investitori italiani e di 3.187 imprese statunitensi da essi controllate, con 251.700 dipendenti e un fatturato di 139 miliardi di dollari. Questi dati confermano la presenza di un forte legame dell’imprenditoria italiana con il tessuto economico statunitense. La chiave del successo risiede nella capacità di bilanciare le immense opportunità con una comprensione approfondita dei rischi potenziali.

Giada Sancini