Sabato 20 Aprile 2024

I trattori Same diventano marchio storico. E la sfida continua

CI SONO STORIE che appartengono alla cultura agricola italiana, prima ancora che a quella industriale o manifatturiera. Fra queste c’è...

I trattori Same diventano marchio storico. E la sfida continua

I trattori Same diventano marchio storico. E la sfida continua

CI SONO STORIE che appartengono alla cultura agricola italiana, prima ancora che a quella industriale o manifatturiera. Fra queste c’è sicuramente anche quella dei trattori Same, il cui marchio è stato da poco iscritto nel Registro speciale dei Marchi Storici di interesse nazionale, istituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con l’obiettivo di valorizzare e tutelare marchi di eccellenza con una continuità operativa di oltre 50 anni e storicamente collegati al territorio nazionale. Same, Società Accomandita Motori Endotermici, ha una lunga e prestigiosa storia. Nasce, infatti, a Treviglio, in provincia di Bergamo nel 1942 e, in oltre 80 anni di storia, grazie ai suoi trattori di colore rosso, è stata motore della meccanizzazione agricola italiana. La storia dell’azienda, in realtà, affonda le sue radici ancora più indietro nel tempo, quando i fratelli Francesco ed Eugenio Cassani nel 1927 sviluppano la Trattrice Cassani, uno dei primi esempi al mondo di trattore dotato di motore diesel. Oggi i trattori Same sono contraddistinti dal logo della tigre ridisegnata nell’ultima versione nel 2012 da Giorgetto Giugiaro.

Il percorso dell’azienda si è sviluppato negli anni attraverso l’acquisizione di diverse realtà industriali che operano nel settore dei macchinari agricoli, in Italia e in Europa, dando vita al gruppo Sdf. Lodovico Bussolati (nella foto), amministratore delegato di Sdf commenta "Abbiamo accolto con piacere l’iscrizione nel Registro speciale dei Marchi Storici di interesse nazionale. È un riconoscimento prestigioso per la nostra storia, che testimonia il profondo legame che negli anni Sdf è stata in grado di costruire con il patrimonio industriale, storico e culturale italiano". Sdf in effetti è stata ed è protagonista di una storia di internazionalizzazione di successo e driver della digital transformation dell’agricoltura, tanto che oggi la società distribuisce i propri prodotti con i marchi Same, Deutz-Fahr, Hürlimann, Grégoire e VitiBot, sviluppando prodotti che consentono alle nuove generazioni di macchine agricole di essere ancora più efficienti e produttive, oltre che sicure e rispettose dell’ambiente. "Fin dall’atto costitutivo di Same nel 1942, e prima ancora nel 1927 con la presentazione della Trattrice Cassani, la ricerca per l’innovazione tecnologica ha costituito il motore della nostra crescita e accompagnato l’impulso che abbiamo dato negli anni alla modernizzazione della meccanizzazione agricola mondiale, arrivando a realizzare oggi trattori connessi e dotati di servizi digitali tecnologicamente sempre più avanzati. Una crescita che, nella nostra visione, è sempre stata accompagnata da uno sviluppo sostenibile delle risorse e del territorio in cui operiamo", dice ancora Bussolati.

La società oggi ha 9 stabilimenti fra Europa ed Asia e produce ogni anno 38 mila mezzi. Ha 12 filiali commerciali, 1 joint venture in Cina, 155 importatori, 3.100 concessionari, oltre 4400 dipendenti nel mondo, di cui 1.460 in Italia nello stabilimento di Treviglio, che rimane il quartier generale della società. Il fatturato al 2022 è stato pari a 1.803 milioni di euro. Da Treviglio questa società di storia e di strada ne ha fatta tanto, e ora guarda al futuro. Sdf è fra i principali produttori di trattori, macchine da raccolta e motori diesel al mondo. La crescita della società fin dalle origini si è mossa su due direttrici, innovazione ed espansione internazionale. In particolare, il percorso di acquisizioni mirate vede l’ingresso di Lamborghini Trattori nel 1973, del brand svizzero Hürlimann nel 1979, del colosso tedesco Deutz-Fahr nel 1995 e dell’azienda francese Grégoire nel 2011.

Nel 1996, la visione di espansione internazionale messa in atto dal management porta alla fondazione di Sdf in India, seguita negli anni 2000 dall’apertura di stabilimenti Sdf in Croazia nel 2005 e Turchia nel 2015 e dalla realizzazione della joint venture in Cina nel 2011. L’attività in Cina passa anche attraverso l’acquisizione dell’azienda Agricultural Equipment nel 2014.

Del luglio 2022, invece, l’acquisizione della quota di maggioranza di VitiBot, azienda francese attiva nella progettazione e produzione di attrezzature al 100% elettriche e autonome per il mercato agricolo e vinicolo. Ogni anno Sdf investe quasi il 5% del fatturato in Ricerca e Sviluppo e impiega una squadra di 250 tecnici per la progettazione di soluzioni che migliorino la produttività e l’efficienza dei macchinari in termini di consumo delle risorse, attenzione alla sostenibilità e semplificazione d’uso per i consumatori finali. "Gli investimenti in ricerca – precisano alla Sdf – in ottica di Agricoltura 4.0 e Precision Farming, con l’introduzione di soluzioni per la guida automatizzata dei trattori, e di applicativi in ambito Internet of Things per la manutenzione predittiva dei macchinari, sono accompagnati dall’impiego delle più avanzate tecnologie, anche di derivazione aeronautica, per la progettazione 3D dell’intero trattore e di sofisticati sistemi di simulazione in tutte le condizioni di impiego. Le applicazioni di guida stanno diventando sempre più un equipaggiamento standard su trattori e mietitrebbie in molte aziende agricole. Maggiore è la precisione con la quale viene svolto il lavoro, più questo sarà redditizio. Marchio storico non significa non credere nel futuro. Tanto che i trattori sono sempre più intelligenti".

"Sdf Data Platform – spiegano ancora in azienda – è l’infrastruttura digitale realizzata da Sdf, in collaborazione con Cefriel e Ibm, che, grazie a funzionalità avanzate di intelligenza artificiale e cloud, permette a tutti i veicoli di essere costantemente connessi e di trasmettere informazioni continue con l’obiettivo di incrementare l’efficienza operativa e garantire una maggiore produttività in ottica Agricoltura sostenibile e 4.0".

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