Giovedì 11 Luglio 2024

Golden Goose e la quotazione: "A Piazza Affari a tempo debito"

Golden Goose, rinviata IPO a causa della volatilità dei mercati post-elezioni in Francia. Azienda di sneakers di lusso in crescita, guidata da Campara e con Bizzarri nel cda. Storia di successo da Marghera a livello globale, con focus sulla sostenibilità.

Golden Goose e la quotazione: "A Piazza Affari  a tempo debito"

Golden Goose e la quotazione: "A Piazza Affari a tempo debito"

È FINITA SOTTO I RIFLETTORI prima come protagonista per l’ipo più grande sul mercato italiano dopo quella di Lottomatica del maggio 2023 e, subito dopo, per l’improvvisa decisione, martedì scorso, di rinviare il suo debutto a Piazza Affari, previsto per il 21 giugno. Golden Goose, specializzata nelle sneakers di lusso e nell’abbigliamento informale e "ready to wear", ha finito per rinviare tutto ad altra data a causa della volatilità dei mercati e in particolare dei titoli del lusso. La colpa sarebbe dell’incertezza generata dalle elezioni anticipate in Francia dopo la debacle del partito del presidente francese Emmanuel Macron alle europee.

Sebbene l’Ipo avesse avuto un’accoglienza estremamente positiva tra gli investitori – a partire dalla società Invesco, che si era da subito impegnata a sottoscrivere azioni per 100 milioni di euro – e le attività di Golden Goose continuino a registrare buone performance, le "deteriorate condizioni dei mercati finanziari", si legge in una nota, hanno persuaso i vertici aziendali a "rivalutare il debutto in Borsa a tempo debito", affinché un’Ipo nata sotto i migliori auspici potesse approdare in un mercato più forte e sostenibile. Del resto, il brand delle sneakers dall’aspetto vintage è reduce da un 2023 roseo, in controtendenza rispetto all’andamento generale del settore del lusso: i ricavi netti sono pari a 587 milioni (+18% rispetto al 2022) e la rete dei punti vendita conta 191 monomarca nel mondo.Golden Goose ha archiviato un 2023 roseo, con ricavi netti pari a 587 milioni (in crescita del 18% rispetto al 2022) e un totale di 191 punti vendita nel mondo. Nei primi tre mesi del 2024, invece, il brand ha registrato ricavi netti in crescita del 12%.

Controllata dal fondo di private equity Permira e guidata dall’amministratore delegato Silvio Campara (nella foto sopra), l’azienda veneta ha recentemente accolto, nel proprio cda, Marco Bizzarri (nella foto in basso), ex presidente e amministratore delegato di Gucci, noto soprattutto per aver fatto lievitare il fatturato dello storico marchio fiorentino da 3 a 10 miliardi di euro nell’arco di circa dieci anni. "L’ipo è la conseguenza naturale di una storia di successo, iniziata a Marghera nel 2000 – aveva dichiarato nei giorni scorsi Campara – Sono profondamente orgoglioso di guidare la ‘famiglia’ Golden Goose verso questo momento . Il nostro approccio focalizzato sulle persone, unito a prodotti iconici e di alta qualità, sono alla base del modo in cui interagiamo con la nostra community globale. Ora, insieme, possiamo scrivere un nuovo capitolo della nostra storia, rivolgendoci a un pubblico ancora più ampio".

Quanto alle origini di questa storia, ci ritroviamo in un garage trasformato in ufficio-laboratorio nel cuore della città industriale di Marghera (Venezia). Comincia qui il sogno "golden goose", che in italiano significa "oca d’oro": un nome ispirato alla celebre favola di Esopo dal titolo ‘La gallina dalle uova d’oro’. I primi capi vengono realizzati con l’aiuto di un artigiano locale, ma l’ascesa del marchio diviene irresistibile soprattutto a partire dal 2007, anno del lancio di ‘Super-star’, iconica sneaker di lusso invecchiato che ridefinisce e fa ripartire l’intera categoria delle calzature sportive per il tempo libero. Nel 2013, con l’acquisizione da parte del gruppo Style capital e l’inaugurazione del primo monomarca a Milano, entra in azienda, nel ruolo di responsabile commerciale, l’attuale amministratore delegato Silvio Campara. Seguono aperture di negozi a New York, Parigi e Pechino: nel 2020, al compimento del ventesimo anniversario del marchio, si completa l’acquisizione da parte del fondo Permira. Le voci di una possibile quotazione in Borsa si rincorrono, ormai, dall’inizio del 2022, anno in cui il fatturato aziendale sfonda quota 500 milioni di euro. Fondato sul valore di quella ‘perfetta imperfezione’ che solo il manufatto artigianale può garantire, Golden Goose intende preservare, nelle proprie creazioni, da un lato, la tradizione squisitamente veneziana e, dall’altro, l’autenticità che traspare dai tessuti e dai materiali utilizzati, tutti apparentemente "vissuti".

La firma inconfondibile delle calzature e dei capi di abbigliamento Golden Goose è infatti rappresentata da un tocco vintage, da un’anima vissuta e "stropicciata". "La nostra prima sneaker, la Super-star, è nata a Los Angeles – si legge nel sito web dell’azienda – nel 2007, osservando gli skater e le loro scarpe logore, maltrattate da tentativi infiniti di acrobazie. È per questa ragione che i nostri articoli sono destinati a diventare iconici e a durare per sempre . Troviamo la bellezza nell’imperfezione, nelle sfumature e nei dettagli che restituiscono alle cose una vita propria. E crediamo che ogni imperfezione sia lì per ricordarci la forza interiore che anima il mondo e tutti gli individui". Da questa filosofia - che predilige un guardaroba pieno di capi senza tempo, il cui valore risiede non solo nel loro fascino attuale, ma anche nella loro capacità di essere combinati stagione dopo stagione e resistere, così, alla prova del tempo – deriva anche l’importanza attribuita alla sostenibilità. Nel 2021, Golden Goose istituisce al proprio interno un dipartimento di sostenibilità e presenta il primo bilancio di sostenibilità su base volontaria (oltre al primo codice etico aziendale).