Lunedì 15 Aprile 2024

Florence One fonda l’Academy e apre due filiali negli Stati Uniti

GIOVANI MA ROBUSTI, nei numeri oltre che nelle intenzioni. Tanto che per indirizzare al meglio questa mole d’energia parallelamente al...

Florence One fonda l’Academy e apre due filiali negli Stati Uniti

Florence One fonda l’Academy e apre due filiali negli Stati Uniti

GIOVANI MA ROBUSTI, nei numeri oltre che nelle intenzioni. Tanto che per indirizzare al meglio questa mole d’energia parallelamente al “lavoro puro“ e quotidiano che macina clienti e fatturato senza soluzione di continuità, lo scorso anno è pure nata una Academy, una sorta di fucina formativa nella quale diplomati e laureati che vogliano seguire questa strada possano acquisire ciascuno la propria “cassetta degli attrezzi“, "perché la nostra crescita è possibile solo grazie alle persone che sono con noi e alla passione smisurata per questo lavoro che riusciamo così a trasmettere al meglio". Benvenuti in Florence One (florence-one.it), azienda toscana nel settore della trasformazione digitale con erogazione dei servizi di information technology a supporto delle imprese, con sede operativa a Pistoia, là dove sorge quello che i due titolari Stefano Bonuccelli e Emiliano Ferroni (nella foto in basso) definiscono "innovation center". Che le cose stiano funzionando con criterio e risultato per questo team che si definisce non di semplici fornitori ma ‘manager esterni del cliente stesso’, lo confermano pure i riconoscimenti arrivati negli ultimi due anni, come, per citarne appena uno, l’inserimento nella Top1000 Financial Times per le aziende più cresciute.

Ferroni, chi è Florence One?

"Florence One è un’azienda giovane nata a metà del 2017 dalla combinazione delle esperienze pregresse mia e di Stefano Bonuccelli nel settore. Siamo partiti con cinque persone in organico in una corsa frenetica ancora nel pieno. E non solo per i numeri che ci riguardano da dentro, con trentacinque persone interne che diventano cinquanta se sommiamo i collaboratori più altre posizioni in via di stabilizzazione ma anche per il portafoglio clienti e per lo spirito condiviso dai clienti stessi che hanno capito e apprezzato il nostro entusiasmo e la nostra competenza. Ci rivolgiamo essenzialmente alle Pmi con strutture consolidate, nei settori più diversificati, dal food al chimico, dal fashion alla Gdo, essendo noi fortemente focalizzati sui progetti. Come prodotto usiamo Sap, prima indiscussa multinazionale al mondo: ben il 70% del Pil mondiale gira su sistemi Sap. Il nostro interlocutore privilegiato è un imprenditore che, in una comprensione reciproca dell’importanza dei rispettivi ruoli, sceglie con fiducia di mettere nelle nostre mani un budget da destinare a software e servizi".

Cosa sono i progetti Erp che offrite e perché è importante che un’azienda ne faccia uso?

"In modo assai riduttivo potremmo dire che con Erp si intende il software gestionale di un’azienda, un programma cioè che gestisce tutta la parte contabile e della produzione, guardando a aspetti come magazzino e approvvigionamenti. Quel che facciamo noi è qualcosa che ha un notevole impatto su tutta la gestione del processo aziendale, su come e quando produrre, sulla convenienza stessa di produrre. Beneficiare di un sistema simile permette all’azienda di potersi misurare, per comprendere al meglio dove si hanno perdite, dove i guadagni. Un’azienda che sa misurarsi, sa anche dove puntare nei momenti di flessione dei mercati. E consente anche di ottimizzare, per poter così dare un valore maggiore anche a lavori più strategici".

Cosa accade nell’innovation center di Pistoia?

"Pur avendo una buona fetta dei nostri clienti – circa il 60% - dislocata tra Brianza e Svizzera, ritenevamo importante mantenere un legame con la nostra area di provenienza. Pistoia è una posizione felice sull’asse Firenze-Lucca. Abbiamo quindi acquistato un centro direzionale, investendo inizialmente su 800 metri quadrati, poi ampliandoci su 1.100 cercando di realizzare una sede dove le persone avessero piacere a trascorrere del tempo. Trovare una bella atmosfera sul posto di lavoro velocizza lo stesso percorso lavorativo. Muovendoci a doppia cifra di aumento di fatturato tutti gli anni abbiamo la necessità di strutturarci in modo diverso, abbiamo bisogno di persone. Da qui il proposito di investire nell’innovation center e lanciare l’Academy".

Cosa c’è nel futuro di Florence One?

"Sicuramente intendiamo proseguire con il focus di quello che facciamo e che, lo dicono i risultati, facciamo bene tanto da convertirci in partner aziendali a tutto tondo, capaci di chiudere il cerchio della consulenza con realizzazione di reti e strutture server ad alta affidabilità. Il margine c’è, le aziende sentono il bisogno di cambiare, di evolvere. Lo chiede il mercato, quasi lo impone con sistemi prima 4.0, oggi 5.0. Stiamo iniziando un processo di internazionalizzazione dell’azienda, con l’apertura della sede a Miami e quella operativa ad Atlanta, in Georgia, e una prossima apertura in Svizzera che valutiamo possibile già per l’anno in corso. Essendo il nostro un lavoro che non può fermarsi mai era necessario garantire una presenza fisica anche oltreoceano, dove abbiamo dei clienti. E poi investire nell’Academy, con una nuova sessione in partenza a marzo e la volontà di inserire altri elementi in organico. Crediamo nella necessità di avere un’azienda che unisca l’esperienza dei senior alla grinta, alla fame e alle idee dei più giovani".

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