Di padre in figlio le bollicine nel Dna

ANGELO E NICOLA MARCHESI, padre e figlio, due generazioni diverse, stessa passione per la cultura del Lambrusco sulla quale investono...

ANGELO E NICOLA MARCHESI, padre e figlio, due generazioni diverse, stessa passione per la cultura del Lambrusco sulla quale investono tempo, denaro e idee nella pianura modenese, a Ravarino, dove conducono un’azienda che sorge sulla terra di un antico accampamento romano. La Marchesi di Ravarino produce le bollicine rosa del Sorbara ed è il prototipo di tante cantine private che lavorano sulla qualità accanto ai colossi emiliani.

Qual è la vostra concezione del Lambrusco?

"Qui produciamo Lambrusco tradizionale e naturale seguendo il metodo ancestrale e classico. Arriviamo sulle 35mila bottiglie all’anno. Ovvio che puntiamo sulla qualità e sulla lavorazione artigianale che comincia dalla vigna".

Siete in concorrenza con le cantine sociali che fanno grandi numeri?

"Si tratta di due concezioni e di due mercati differenti. Noi privati, e parlo anche delle aziende di grandi dimensioni, dobbiamo puntare su un prodotto di alta qualità, diverso, lavorando anche sulla comunicazione e sul marketing. Ovvio che anche il prezzo si posiziona su livelli più alti, ma è giustificato".

Il prezzo del Lambrusco su certi scaffali differisce molto da bottiglia a bottiglia?

"I prezzi ridotti al minimo rischiano di svilire il prodotto e non sempre il consumatore riesce distinguere. Per questo chi produce etichette di eccellenza a volte ha difficoltà a far comprendere che l’alta qualità ha costi, e quindi prezzi, più alti anche se giustificati".

Oggi il Lambrusco è un vino vittorioso che ha mediamente alzato la qualità.

"Il Sorbara in purezza è adatto anche per eventi e aperitivi, è bello a vedersi e piace ai giovani. Se ben preparato può stare al pari dello champagne. Mentre le varietà Grasparossa e Salamino sono più adatte ad un utilizzo gastronomico".

Il vostro Lambrusco come nasce e come diventa adulto?

"È vendemmiato tutto a mano per garantire la giusta selezione, riposa almeno un anno ed è un prodotto in assoluta purezza".

I ristoranti apprezzano?

"Tanti sì, altri meno. In una città come Modena, che gode di un turismo internazionale, i ristoranti dovrebbero sempre tenere alto anche il target del Lambrusco che propongono in tavola".

Beppe Boni

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