Giovedì 18 Aprile 2024

Dalle cisterne per l’olio ai serbatoi delle centrali. Una storia esemplare del saper fare italiano

FONDATA A PESCARA NEL 1960 da Walter Tosto, quello che è diventato oggi un gruppo leader in Europa e tra...

Dalle cisterne per l’olio ai serbatoi delle centrali. Una storia esemplare del saper fare italiano

Dalle cisterne per l’olio ai serbatoi delle centrali. Una storia esemplare del saper fare italiano

FONDATA A PESCARA NEL 1960 da Walter Tosto, quello che è diventato oggi un gruppo leader in Europa e tra i più importanti al mondo, competendo con le grandi imprese spesso statali indiane, cinesi e giapponesi, per la progettazione e realizzazione di componenti ed elementi critici in pressione ad alta temperature per il settore energetico, agroalimentare e chimico-farmaceutico, aveva cominciato come costruttore di serbatoi per il vino e l’olio. Negli anni Settanta l’attività della Walter Tosto si è evoluta dapprima nella fabbricazione di serbatoi in pressione per GPL / carburante e successivamente nella produzione di componenti critici per i mercati internazionali Oil & Gas, Petrolchimico ed Energia. Una diversificazione produttiva condotta dal 1996 da Luca Tosto, figlio di Walter e quindi rappresentante di quella seconda generazione della famiglia che vede in azienda anche le sorelle Emanuela e Catia e ora anche la terza generazione con i figli di quest’ultima, Federica e Giuseppe mentre le quattro figlie di Luca Tosto sono ancora nell’età degli studi. L’azienda abruzzese opera oggi in nove stabilimenti, sette dei quali sono ubicati in Italia, di cui sei a Chieti e uno all’interno del porto di Ortona, sul mare Adriatico, che permette la spedizione diretta dei componenti, senza limiti di peso e dimensioni. Ulteriori due stabilimenti sono situati in Romania (Walter Tosto WTB), il primo a Bucarest e il secondo ad Oltenita dove l’azienda possiede un porto privato sul fiume Danubio per lo svolgimento di tutte le operazioni logistiche per la spedizione via fiume/mare. Il workshop all’interno del porto di Ortona, nato nel 2000, si affaccia direttamente sul mare Adriatico e il porto è costituito da tre moli che, con altezze e profondità dell’acqua differenti, permettono di completare e spedire con facilità apparecchiature di notevoli dimensioni. È quindi possibile movimentare e trasportare manufatti fino a 15 metri di diametro, 100 metri di lunghezza e un peso di oltre 1500 tonnellate, senza alcuna restrizione. La crescita della Walter Tosto – diventata gruppo nel 2007 – è avvenuta negli anni anche per linee esterne.

Nel 2001 è stata acquisita la Bosco Industrie Meccaniche, operazione che ha contribuito a potenziare il know-how dell’azienda abruzzese relativo al design e alla produzione di apparecchiature per il trasferimento di calore. Un’altra significativa operazione porta la data del 2016 e riguarda l’acquisizione della Belleli Energy CPE di Mantova, appartenente alla società americana Exterran dal 2007. Un "grande posizionamento strategico", come lo definisce Luca Tosto, che attraverso Canal Bianco, Mincio e Po permette di trasportare via acqua i componenti Tosto fino al porto di Marghera. Nell’ambito della diversificazione produttiva spicca inoltre nel 2011 l’aver ottenuto la certificazione N per la produzione di componenti per l’industria nucleare. Produzione rafforzata nel 2012 con l’acquisizione dello stabilimento Fecne in Romania e riconosciuta a livello internazionale nel 2018 con la firma del maxi contratto con Aramco, leader mondiale nel settore energetico e chimico, che ha scelto Walter Tosto per la fornitura di 8 reattori Hydrocracking al Vanadio per il progetto Riyadh Refinery.

Achille Perego

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro