Mercoledì 24 Luglio 2024

Casadei domina il mercato italiano dei pallets

Il Gruppo Casadei Pallets, tra tradizione e innovazione, si afferma nel mercato italiano con produzione, riparazione e noleggio di pallets Epal, puntando sull'ecosostenibilità e sull'interscambio. Ambizioso obiettivo: la realizzazione della Segheria Urbana per riciclare rifiuti di legno e dare nuova vita ai pallets.

Casadei domina il mercato italiano dei pallets

Casadei domina il mercato italiano dei pallets

ALL’INIZIO, tra la prima e la seconda guerra mondiale, nell’appenino cesenate, i Casadei costruivano carri agricoli e birocci col legno di faggio degli Appennini. Passa la Seconda Guerra Mondiale: poco da mangiare, poco lavoro, poco legno perché usato dai tedeschi per costruire ponti, zero pelle per produrre scarpe, i Casadei producono zoccoli di faggio per qualche anno. Poi l’Italia riparte, e loro con lei, chiudono la bottega di San Carlo, aprono a San Vittore di Cesena il primo stabilimento (nelle foto a sinistra); la Romagna agricola diventa il frutteto d’Europa e servono cassette di faggio per i contadini di mezza regione, ma anche per i vicini allevatori di anguille delle valli di Comacchio e avanti con la segheria semi-manuale e banchi di montaggio manuale di cassette. Poi si fanno strada le automazioni ma arriva la crisi agricola e i Casadei capiscono che il pallet è il futuro, è la piattaforma indispensabile su cui possono viaggiare un po’ tutte le merci, dalla ceramica al food. E così a metà degli anni ’70 si iniziano a produrre pallets di legno per consegnare le cassette e ora, con la costruzione e manutenzione di pallets Epal, nonché con il loro noleggio, i fratelli Casadei dominano il mercato italiano: Riccardo è presidente del cda, Antonietta è responsabile amministrativa e sicurezza, Paolo responsabile IT che gestisce tutte le innovazioni informatiche del gruppo.

Nel 2022 per il Gruppo Casadei pallets il fatturato ha raggiunto i 78 milioni, un dato ’drogato’ dal caro materie prime che ha fatto lievitare i prezzi di vendita e infatti si è assestato nel 2023 quando il fatturato è sceso a 58 milioni e per il 2024 si prevede una sostanziale stabilità. La marginalità è rimasta comunque stabile e tra Casadei e Nolpal (società che segue il noleggio pallets) gli addetti sono oltre centoventi, fra le sedi di Mercato Saraceno e Pievesestina, non distanti da Cesena a due passi dalla martoriata E45, arteria in perenne manutenzione che collega la Romagna al Centro Italia, e le varie unità locali dislocate a Perugia, Parma e Lugo. Come racconta Riccardo Casadei, il Gruppo si articola in cinque grandi comparti: produzione di pallets Epal, di pallets su misura, di imballaggi industriali, riparazione di pallets e noleggio.

"Ogni anno – spiega – produciamo oltre 2,5 milioni di pallets nuovi che, nel 2022, sono arrivati a costare fino a 20 euro l’uno mentre oggi hanno subito una riduzione del 30-40% con un trend in ascesa a causa di un nuovo aumento della materia prima. Noi produciamo nuovi Epal, li vendiamo sul mercato e li ripariamo con un’attività che resta imperniata intorno al gesto umano al quale affianchiamo sempre più i macchinari e robot per agevolare gli operatori nella fasi più faticose del processo produttivo. Il nostro obiettivo è creare la tecnologia innovativa per ridurre al massimo lo sforzo fisico. Poi c’è il noleggio che è la nostra idea vincente oltre che economicamente e ambientalmente più sostenibile. Il meccanismo è semplice: cerchiamo di organizzare le spedizioni in maniera tale che il pallet che viaggia carico di prodotto, ad esempio, da Milano a Palermo, non ritorni vuoto in Lombardia ma si ricarica di un prodotto di un’altra azienda e lo si riporta a Milano in maniera da non produrre inutili emissioni di CO2.

Il Gruppo Casadei è stato anche promotore, insieme ad Assologistica, di una nuova disciplina italiana sull’interscambio del pallets Epal ed è la prima azienda italiana ad essersi omologata Ipal (Epal con il Qr). Il Gruppo Casadei Pallets ha sempre creduto nel pallets Epal: il pallet certificato più democratico al mondo per l’interscambio, realizzato in base ai requisiti tecnici e legali definiti dall’associazione europea di riferimento, che negli anni ha avuto la necessità di interventi mirati per tutelarne il sistema di interscambio. Inoltre, il Gruppo si è messo in prima linea affrontando le tematiche fondamentali per rendere il pallet Epal il migliore pallet Green al mondo. "La cosa che mi appassiona di più - spiega Riccardo - è vedere la rinascita di un pallet destinato al fine vita; di un pallet non si butta via nulla ed il nostro gruppo è all’avanguardia per la rigenerazione dei pallets e il loro riutilizzo circolare. Infatti, nel 2011 abbiamo creato una società di nome Nolpal con lo scopo di gestire il parco pallets delle aziende e soprattutto il noleggio del pallets Epal. Oggi la Casadei Pallets con Nolpal gestisce e noleggia milioni di pallets Epal di aziende leader del mercato agroalimentare italiano, a tal proposito il gruppo è stato premiato negli anni con innumerevoli premi.

Prossimo traguardo e sogno del Gruppo Casadei Pallets è la realizzazione della Segheria Urbana, ovvero ricavare automaticamente da rifiuti di imballaggi di legno elementi per la ricostruzione di nuovi Pallets per dare ancora nuova vita ad un rifiuto. "Il nostro obiettivo – spiega Riccardo Casadei - è quello di limitare l’utilizzo di legno ‘vergine’- proveniente da tagli regolati e autorizzati secondo il regolamento antideforestazione dell’UE - riparando fino a quando è possibile i pallets e quando sono arrivati a fine ciclo, attraverso un accordo con il consorzio Rilegno, conferendo il materiale presso Azienda autorizzata alla produzione di blocchetti in truciolare per la realizzazione di nuovi pallets. In questo modo il pallet non muore mai si rigenera continuamente, è un elemento che può essere riprodotto senza inquinare e che soprattutto può avere un ciclo di vita lunghissimo". Una vita che si estende anche oltre i confini nazionali: "Stiamo pensando – spiega Riccardo Casadei – di creare nuove alleanze per il noleggio in Europa sempre nell’ottica di una economia circolare".