Sabato 20 Luglio 2024

Al via la costruzione del nuovo Textile Hub

Prato si distingue come pioniere nel recupero degli abiti usati con il primo hub nazionale per la rigenerazione delle materie tessili, utilizzando tecnologie all'avanguardia per ridurre l'inquinamento e promuovere l'economia circolare nel settore tessile.

PRATO PIONIERA nel recupero degli abiti usati. Non poteva che essere ideato nella città del tessile e dei ’cenci’ (che hanno fatto la fortuna del settore) il primo hub nazionale di smistamento e recupero delle materie tessili per farne fibra rigenerata per nuovo tessuto. Un progetto avveniristico che supera i tempi e si pone come esempio virtuoso delle normative europee che impongono rifiuti zero. Nell’area di Baciacavallo, nel terreno di proprietà di Alia Multiutility lavorano già le ruspe che hanno dato il via al cantiere da 30 milioni di euro, finanziati in parte con il Pnrr e da Alia, l’azienda di smaltimento dei rifiuti, che entro la prima metà del 2026 porterà alla costruzione del Textile Hub di Prato. Un impianto di selezione automatica di rifiuti tessili post e pre-consumo. Una novità assoluta nel panorama nazionale visto che si tratta dell’unico impianto ad utilizzare l’IA e una tecnologia a infrarossi evoluta per effettuare la cernita per colore e per composizione dei materiali tessili. Un’idea nuova che dovrà affinarsi con il tempo grazie all’uso delle tecnologie e che non a caso nasce a Prato, a fianco del distretto tessile più grande d’Europa, che dovrà essere braccio operativo dell’impianto per riutilizzare, lavorare e reimmettere sul mercato la materia ottenuta dagli stracci.

"L’industria tessile è considerata la quarta più inquinante al mondo" commenta Lorenzo Perra, presidente di Alia Multiutility. "Il nuovo hub rappresenta un’opportunità di crescita e uno strumento di creazione di valore per tutto il distretto pratese. Sarà anche il primo impianto in Italia ad utilizzare un sistema automatico per la selezione in base alla qualità delle fibre e per colore".

I lavori prevedono la riqualificazione dell’area e la realizzazione di opere edili e civili ad hoc. A partire dall’inizio del 2025 verrà contestualmente avviata la costruzione dell’impianto di selezione automatica che utilizza l’IA (tecnologia denominata Fibersort della ditta belga Valvan) e della linea di riciclo meccanico, costituita da una fase di pre-sfilacciatura, in modo da rendere l’impianto di selezione operativo già nel primo trimestre 2026. Materie tessili di scarto arriveranno da tutta la Toscana: "Stiamo pensando a un servizio di ritiro degli abiti usati – conferma il vicepresidente di Alia Nicola Ciolini – Sul fronte delle imprese lavoriamo per recuperare le collezioni invendute".

L. B.