CAMBIAGO (Milano)

DI TANTE frontiere che ha superato in anticipo sulla concorrenza, Colnago conta anche quella di Taiwan: oltre che il primo, è ancora l’unico industriale a far parte dell’A Team, l’associazione dei produttori taiwanesi. In Asia nascono ogni anno novemila telai col marchio del trifoglio, tutti con gli stessi materiali utilizzati a Cambiago: Non voglio che un prodotto realizzato in Oriente venga spacciato per made in Italy, la trasparenza è una delle mie regole, spiega Ernesto Colnago.

Italiano è il resto della produzione: circa seimila telai, in parte realizzati ancora oggi nella vecchia struttura accanto all’abitazione del fondatore. Un modello aziendale che raggiunge un fatturato intorno ai 25 milioni con l’attività di oltre una quarantina di dipendenti, che Ernesto Colnago ha avviato col fratello Paolo e poi ingrandito introducendo la figlia Anna col marito Vanni e successivamente il nipote Alessandro, oltre all’altro nipote Alessandro, figlio di Paolo: una vera e propria squadra fatta in casa. Non solo un modello: Colnago è un brand consolidato da una lunga tradizione vincente nello sport (55 mondiali, 18 titoli olimpici, oltre 700 gare vinte) e dall’alta qualità del prodotto, valori che gli consentono di navigare in un mercato internazionale dove l’Italia ha sempre numeri eccellenti (oltre 1,5 milioni di biciclette esportate nell’ultimo anno) e dove oggi la voce grossa la fa chi ha scelto il modello industriale.

Fra le nostre bici e quelle prodotte in grandi quantitativi, la differenza non è solo nel disegno, ma anche nell’amore con cui le realizziamo. Dentro una Colnago ci sono storia, passione, grandi interpreti di questo meraviglioso sport’, dice il Maestro brianzolo, provando a spiegare perché, in Giappone come in California, ci sia chi si mette in fila per un modello della sua gamma, che si può paragonare a simboli mondiali come Ferrari e Gucci.    

a. cos.