Dalle ’ceneri’ di Alitalia nasce Ita: la nuova compagnia avrà una flotta dimezzata
Dalle ’ceneri’ di Alitalia nasce Ita: la nuova compagnia avrà una flotta dimezzata
di Claudia Marin Via libera dell’Ue alla nuova Ita, copia in piccolo di Alitalia – metà della flotta e meno di un terzo dei dipendenti – che avrà il suo primo decollo il 15 ottobre. E forse anche una chance di riprendersi il brand con il nome originario, partecipando alla gara che verrà lanciata dai commissari. Soddisfatti i vertici della nuova compagnia e mentre dal Mef arriva un sospiro di sollievo, l’aria che tira nelle stanze dei sindacati è decisamente tempestosa riguardo allo "spezzatino aziendale" che lascerebbe, almeno in una fase iniziale, tanti lavoratori a terra. Una trattativa lunga e snervante...

di Claudia Marin

Via libera dell’Ue alla nuova Ita, copia in piccolo di Alitalia – metà della flotta e meno di un terzo dei dipendenti – che avrà il suo primo decollo il 15 ottobre. E forse anche una chance di riprendersi il brand con il nome originario, partecipando alla gara che verrà lanciata dai commissari. Soddisfatti i vertici della nuova compagnia e mentre dal Mef arriva un sospiro di sollievo, l’aria che tira nelle stanze dei sindacati è decisamente tempestosa riguardo allo "spezzatino aziendale" che lascerebbe, almeno in una fase iniziale, tanti lavoratori a terra.

Una trattativa lunga e snervante quella con Bruxelles, in alcuni momenti molto tesa e vicina alla rottura. Ma nella giornata di ieri si è finalmente giunti ad un accordo che soddisfa l’Europa e probabilmente anche i vertici della newco. In contemporanea, il nuovo consiglio di amministrazione approva il piano industriale. Ita spiccherà il volo con una flotta dimezzata di 52 aerei e con soli 2.800 dipendenti rispetto agli attuali 11mila. Ma punta a una crescita veloce: si prevede che il prossimo anno possa già assorbire 5.750 dipendenti della vecchia compagnia. Non solo. Il piano parla di 78 aerei nel 2022 e 105 a fine 2025, 81 dei quali di nuova generazione (il 77% della flotta). Nel piano anche un fatturato che nel 2025 raggiungerà 3.329 milioni di euro e un pareggio operativo da realizzarsi entro il terzo trimestre del 2023. "Particolarmente soddisfatto per il riconoscimento della solidità industriale e finanziaria alla base dell’approvazione del piano" si dice l’ad, Fabio Lazzerini. La soluzione della Commissione Ue su Ita, spiegano dal ministero dell’Economia, è "costruttiva ed equilibrata, che garantisce la discontinuità necessaria al rispetto della normativa europea".

Approvato il piano, dice il Mef, i soci potranno deliberare su un aumento di capitale da 700 milioni di euro. Una dotazione finanziaria indispensabile per l’acquisizione degli asset. Ita potrà infatti acquisire tramite negoziazione diretta con Alitalia gli asset del settore volo (’Aviation’), mentre il brand Alitalia sarà ceduto attraverso una gara pubblica, bandita e gestita da Alitalia. Ma per i sindacati troppi conti non tornano. Con questo piano industriale, contestano, "si prefigurerebbe lo spezzatino aziendale con nessuna certezza per le attività a terra di handling e di manutenzioni. La nuova compagnia partirebbe con una mini flotta con solamente 52 aerei senza prospettive sul lungo raggio. È inaccettabile che su 10.500 lavoratori vengano assunti solamente 2.750-2.950 il primo anno".

Ita focalizzerà la propria attività sull’hub di Fiumicino e sull’aeroporto di Milano Linate. La compagnia servirà da subito 45 destinazioni con 61 rotte che saliranno a 74 destinazioni e 89 rotte nel 2025. Il tutto sotto l’occhio vigile dell’Ue che monitorerà l’attuazione dell’intesa che prevede una decisa discontinuità tra Ita e Alitalia. Il ministero dello Sviluppo economico ha posto l’accento sull’impegno a "vigilare" e a tutelare i cittadini che hanno acquistato i biglietti e i lavoratori della compagnia.