Maura Latini, già direttore generale di Coop Italia, è stata nominata a giugno amministratore delegato
Maura Latini, già direttore generale di Coop Italia, è stata nominata a giugno amministratore delegato

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Il welfare nel carrello della spesa. Da quella buona che può cambiare il mondo, all’insegna della sostenibilità e dell’eticità e dei diritti del lavoro, come racconta il claim della nuova campagna di comunicazione ideata da Havas Italia. Ma anche, dalle promozioni sugli acquisti per chi vive con il reddito di cittadinanza alle iniziative di welfare per famiglie e dipendenti. La mission di Coop Italia, primaria insegna nel nostro Paese nella Gdo con 13,4 miliardi di ricavi nel 2018, dei quali oltre 3 realizzati con i prodotti a marchio, non è infatti solo quella di far riempire i carrelli della spesa ma di avere consumatori consapevoli nelle scelte d’acquisto.

«Con la nuova campagna di comunicazione abbiamo lanciato una sfida confidando che chi crede in un consumo corretto e consapevole voglia seguirci», spiega Maura Latini nominata a giugno amministratore delegato di Coop Italia di cui era dg e dove ha iniziato la sua carriera come cassiera in Unicoop Firenze.

Da che cosa è nata la svolta di questa campagna che, protagonista un carrello che ripulisce le spiagge dalla plastica, disseta i braccianti africani, blocca i trattori che stano irrorando fertilizzanti, ha suscitato le critiche di Confagricoltura?

«Siamo rimasti sorpresi da questa interpretazione di Confagricoltura. La rappresentazione di situazioni negative non ha niente a che fare con qualsiasi nostro giudizio sulla realtà dell’agricoltura italiana con la quale collaboriamo da sempre in tanti progetti virtuosi. Basti pensare alle oltre 7mila aziende agricole che lavorano con noi sulla riduzione nell’uso dei pesticidi, i 2mila allevatori che ci hanno seguito nel progetto di riduzione fino all’eliminazione degli antibiotici e il coinvolgimento nella promozione dell’eticità nelle filiere ortofrutticole di circa 800 fornitori. D’altro canto è altrettanto vero che siamo il secondo Paese in Europa dopo l’Olanda per consumo di pesticidi per ettaro coltivato e che esistono comprovate forme di schiavismo nelle nostre campagne».

Torniamo alla campagna di comunicazione…

«Non raccontiamo prezzi o promozioni, teniamo alto l’impegno di un gruppo come il nostro che lavora da sempre e in anticipo sulla qualità dei prodotti, la loro trasparenza ed eticità, le azioni sostenibili. Il nostro bilancio unisce ai dati economici l’impatto sociale che producono in un Paese che, a partire dal Mezzogiorno, ha visto in questi anni un preoccupante impoverimento delle famiglie».

Proprio su questo fronte avete lanciato un’iniziativa nell’ambito del reddito di cittadinanza?

«Da luglio, in tutta la rete di oltre 1100 punti vendita riconosciamo uno sconto aggiuntivo del 5% a chi paga la spesa con la card del reddito di cittadinanza. Un investimento stimato di circa 7 milioni all’anno. La carta del reddito di cittadinanza, che ha contribuito ultimamente nel Sud a un aumento dei consumi dal 2 a oltre il 3%, è solo lo strumento. Con questa campagna abbiamo ritenuto di andare incontro a quelle famiglie che vivono in condizioni di difficoltà».

Quali sono le altre iniziative di sostegno ai redditi familiari?

«Penso alle scontistiche sui libri di testo (20% in meno sul prezzo di copertina) e alcune anche per chi acquista materiale scolastico sottoforma di buoni spesa. Sempre su questo versante nel 2018 Coop ha erogato oltre 37.000 premi (materiali scolastici, tecnologici, percorsi culturali) a circa 11.000 scuole per un valore complessivo di 4,4 milioni. Un progetto che abbiamo rilanciato in misura maggiore e su tutto il territorio nazionale quest’anno con il titolo ’Coop per la scuola’».

Come si concretizza invece il welfare di Coop per i suoi dipendenti?

«Grazie ai protocolli siglati da Coop Italia e da altre grandi cooperative di consumatori le imprese si impegnano a interventi di sostegno economico; tutela di cura, maternità, pari opportunità; conciliazione di vita e lavoro e conversione della retribuzione variabile in welfare aziendale. In Coop Italia, con il protocollo stilato lo scorso febbraio è stato istituito un fondo di solidarietà per sovvenire al disagio economico dei propri dipendenti in occasione di eventi imprevedibili ed eccezionali e l’anticipazione agevolata del Tfr oltre i casi già previsti per legge».

Altri esempi?

«Nel campo della salute, della maternità, delle pari opportunità è ricompreso invece il monte ore di solidarietà di 4.000 ore annue retribuite per tutti i dipendenti una volta esaurite ferie arretrate e permessi orari retribuiti. In casi particolari (come terapie per gravi patologie, esigenza di cura di genitori, coniugi e figli, violenze di genere, inserimento dei figli all’asilo nido) e nei progetti di conciliazione vita e lavoro è previsto inoltre lo smart working».