Martedì 23 Luglio 2024
MICHELE ZACCARDI
Economia

Lo studio: il 20% delle auto tradizionali può essere sostituita da veicoli elettrici

Lo studio del Politecnico di Milano, presentato a Bari, è stato realizzato insieme a Unipol. I fattori che influenzeranno la rapidità del passaggio sono la fattibilità funzionale, la possibilità di ricarica notturna domestica e la praticabilità economica della scelta

La data di scadenza per il passaggio all’elettrico (con eccezioni) è stata fissata dall’Unione europea per il 2035. Riuscirà a centrarla l’Italia? Gli scenari futuri sono ancora avvolti, almeno in parte, nella nebbia.

The electric car is fully charged with a battery, Charging technology, Clean energy filling technology.
The electric car is fully charged with a battery, Charging technology, Clean energy filling technology.

Fare delle previsioni, del resto, non è facile. Ci ha provato però un recente studio del Politecnico di Milano, presentato la settimana scorsa a Bari dal centro di ricerca “The Urban Mobility Council” promosso da Unipol Gruppo. Il risultato è che il 20% delle auto private con motore endotermico potrebbe essere sostituito da un veicolo elettrico.

Nello studio del Politecnico, sono stati analizzati quasi 200 milioni di spostamenti effettuati da circa 100 mila veicoli privati immatricolati a Bari e provincia tra inizio dicembre 2021 e fine novembre 2022; i dati sono stati raccolti grazie ai dispositivi telematici installati da Unipol a bordo delle auto.

Nel corso della presentazione, una tavola rotonda, è stato presentato un nuovo indicatore di misurazione tecnica della transizione ecologica: l’E-Private Mobility Index, l’indice di convertibilità all’auto elettrica. La ricerca dimostra che la possibilità di sostituire l'auto a motore termico con un veicolo elettrico dipende da tre fattori principali: la fattibilità funzionale, ovvero la garanzia di poter mantenere le proprie abitudini di spostamento; la possibilità di ricarica notturna domestica, considerando la disponibilità di prese o colonnine a basso costo; la praticabilità economica della scelta, ipotizzando un orizzonte di otto anni (il tempo medio di ricambio di una auto).

“La transizione” si legge nello studio, “non deve essere esclusivo appannaggio di una cerchia ristretta ed elitaria di popolazione e non deve essere ostacolata dalla scarsità di infrastrutture di ricariche pubbliche”. Inoltre, la percentuale del 20% potrebbe aumentare di oltre 10 punti qualora venisse offerta agli automobilisti la possibilità di superare, fino a un massimo di 5 volte l’anno, il range di autonomia medio (300km) attraverso il noleggio o l’uso di un’auto tradizionale. Alla tavola rotonda hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, esperti e diversi protagonisti dell’industria dell’auto, per confrontarsi in merito alle sfide e alle opportunità che si aprono per le città, l’industria e i cittadini alle prese con la convertibilità alla mobilità elettrica.

“È urgente investire sull’installazione agevolata di infrastruttura di ricarica domestica o di prossimità e su politiche pubbliche di finanziamento, oltre che incentivi una tantum, per rendere i veicoli full electric accessibili anche a chi non abbia a disposizione i capitali per beneficiare dell’incentivo attuale”, ha commentato la professoressa Silvia Carla Strada, ricercatrice presso il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano.

Secondo il professore Michele Ottomanelli, ordinario di Trasporti del Politecnico di Bari, “il problema è innanzitutto quello di ridurre l’uso dell’auto privata. Altro aspetto è quello dell’equità dell’auto elettrica come sistema: possibilità di acquisto, distribuzione sistemi di ricarica, costo dell’energia. Sono tante le problematiche che al momento vedrebbero escluse le categorie di utenti più svantaggiante.

Non è solo un problema di emissioni, ma di spazi urbani, di equità, di inclusione e vivibilità delle città”. All’evento a Bari era presente, nelle vasti di moderatore, Stefano Genovese, il capo del dipartimento “Affari pubblici e istituzionali” di Unipol. “Le istituzioni europee” ha dichiarato, “hanno fissato gli obiettivi, condivisi e non rimandabili, di una transizione verso le emissioni zero, ma nell’ecosistema allargato delle nuove mobilità è tuttora aperto il confronto, anche serrato a livello geopolitico, tra le tecnologie, i nuovi veicoli e i modelli di servizio più efficienti per raggiungere questi obiettivi. Il Think tank The Urban Mobility Council intende ospitare il confronto tra gli stakeholder delle nuove mobilità e offrire elementi fattuali, scientifici e non ideologici ai decisori istituzionali, alle imprese e anche ai cittadini chiamati a fare scelte importanti e onerose per contribuire ad avverare la nuova frontiera della decarbonizzazione”.