Luigi Manfredi

MILANO

ANCHE gli avvocati – in primo luogo quelli d’affari (o d’impresa), minoranza dorata della categoria che da sola muove un giro stimato in oltre 2 miliardi di euro l’anno – devono adeguarsi a un mondo del lavoro in continua evoluzione. Una rivoluzione declinata sotto diverse angolature. Il ricorso alla tecnologia, certo. Ma anche diversi modelli organizzativi o architettonico-ambientali. Il primo esempio arriva dalla law firm Martelli & Partners, società per azioni tra avvocati con sedi operative a Roma, Milano, Napoli e un ufficio di rappresentanza a Dubai, che ha imboccato un percorso 2.0 con l’adozione del ‘lavoro agile’, lo smart working cioè. L’applicazione del nuovo modello gestionale è stata resa possibile grazie a una rivoluzione organizzativa, a un forte investimento economico in tecnologia d’avanguardia, studiata appositamente per digitalizzare i processi lavorativi e interconnettere i professionisti e a una politica di formazione delle risorse.

LA SPERIMENTAZIONE, avviata nelle tre sedi di Roma, Milano e Napoli, coinvolge 35 professionisti e porterà a una risparmio sui costi di gestione pari al 25-30%. L’ottimizzazione non andrà a intaccare gli investimenti sulle risorse coinvolte che, considerando solo i giorni lavorativi nel corso di un anno, risparmieranno una media di 3mila euro di carburante e 400 ore di trasferimenti in auto cadauno, con relativo abbattimento delle emissioni di C02. «Concordo con Richard Branson (il fondatore di Virgin, ndr) quando afferma che «contano i risultati, non le ore in ufficio – dichiara l’avvocato Giovanni Battista Martelli, Ceo dello Studio Martelli & Partners –. Lo smart working è uno strumento che contribuisce all’aumento delle performance lavorative, si pone come risposta valida alle esigenze di conciliare la vita del libero professionista con gli interessi aziendali e favorisce un atteggiamento ecosostenibile. In un realtà in cui si è sempre più proiettati verso la digitalizzazione del sistema lavorativo e non solo, l’immagine dello studio legale dalle grandi stanze arricchite con tappeti, libri polverosi e legato ad orari di apertura e chiusura è obsoleta e soprattutto improduttiva».

IN QUEST’ULTIMA visione si inserisce la novità che riguarda Clifford Chance, uno dei principali studi legali al mondo che complessivamente si avvale di oltre 3mila professionisti basati nei cinque continenti. Clifford Chance trasferisce i propri uffici milanesi (dove lavorano circa 140 persone) nella nuova sede di via Broletto 16, a due passi da piazza Cordusio. Con una filosofia chiara dietro quello che non è un semplice trasloco, ma una vera innovazione culturale: adeguare gli spazi per venire incontro alle esigenze dei professionisti. L’iconica mega scrivania in mogano lascia il posto a spazi agili, tecnologicamente super avanzati ed ecosostenibili.

IL CONCETTO chiave della nuova sede ruota attorno al segno distintivo ‘flow space’, interpretato da Clifford Chance per contraddistinguere l’ambiente e il modello di lavoro scelto e ideato per le proprie persone. È un ambiente di lavoro fluido, che massimizza il potenziale delle persone, consentendo la scelta tra una varietà di spazi chiusi e aperti, entrambi in grado di rispondere alle necessità di confidenzialità e privacy, così come a quelle di collaborazione e cross- team e crosswork. Tradotto: tecnologia avanzata, sistemi illuminotecnici all’avanguardia a livello mondiale, modularità e riconfigurabilità degli spazi.

«ABBIAMO realizzato – spiega Micol Scabbia, general manager di Clifford Chance per l’Italia – un modello spaziale evoluto e fortemente distintivo rispetto al tradizionale concept del settore legale, con l’ambizione che possa diventare un esempio a cui guardare in Italia e all’estero». A Clifford Chance sono dedicati cinque piani di ‘Broletto16’ (su un totale di sette): dal terzo al settimo, costituiti da due piani uffici comunicanti, cui si aggiungono un piano totalmente dedicato ai clienti e agli ospiti esterni, e un piano per le persone dello Studio che offre numerosi servizi come palestra, recharge area, bar lounge, spazi all’aperto e un rooftop a uso esclusivo.