Il presidente dell’Abi Antonio Patuelli durante l’assemblea che si è svolta dalla sede di Roma in diretta web
Il presidente dell’Abi Antonio Patuelli durante l’assemblea che si è svolta dalla sede di Roma in diretta web
di Claudia Marin Scelgono l’assemblea virtuale dell’Abi il ministro dell’Economia e il governatore della Banca d’Italia per mandare al Paese un chiaro e forte messaggio di fiducia. La volata del Pil nel secondo semestre e nella media dell’anno, con valori intorno al 5%, consentirà un recupero di oltre metà della caduta del prodotto registrata nel 2020: lo prevedono le stime della Banca d’Italia in uscita il 16 luglio. E, del resto, tocca proprio al Presidente dell’Associazione bancaria, Antonio Patuelli, sottolineare che "le banche sono in prima fila" per costruire, dopo la fine della...

di Claudia Marin

Scelgono l’assemblea virtuale dell’Abi il ministro dell’Economia e il governatore della Banca d’Italia per mandare al Paese un chiaro e forte messaggio di fiducia. La volata del Pil nel secondo semestre e nella media dell’anno, con valori intorno al 5%, consentirà un recupero di oltre metà della caduta del prodotto registrata nel 2020: lo prevedono le stime della Banca d’Italia in uscita il 16 luglio. E, del resto, tocca proprio al Presidente dell’Associazione bancaria, Antonio Patuelli, sottolineare che "le banche sono in prima fila" per costruire, dopo la fine della pandemia, "una nuova fase economica, sociale e civile, per un nuovo possibile" miracolo economico, chiedendo di "incentivare i risparmiatori italiani ad investire non solo in Titoli di Stato, ma anche in obbligazioni convertibili e in azioni".

Ma l’appuntamento annuale dei banchieri vuole essere soprattutto un rapporto sullo stato di salute del sistema bancario italiano. Le banche – questo l’avviso del numero uno di Palazzo Koch – hanno tenuto di fronte alla crisi pandemica. Ora, però, potrebbero profilarsi le crisi di alcuni istituti più piccoli, verso i quali la Banca d’Italia è pronta a intervenire a salvaguardia dei risparmiatori. Ignazio Visco, non a caso, promette che seguirà con attenzione, ma senza "guidarne l’esito", eventuali aggregazioni: il pensiero corre a Unicredit-Mps, ma non solo. Sia il governatore sia Patuelli concordano sull’importanza di comportamenti responsabili da parte dei vertici dell’istituto di credito. La Banca d’Italia sta mandando una serie di richieste alle più fragili. Se non ci saranno azioni immediate, potrebbero scattare misure più draconiane, come il commissariamento. Certo è che le banche – spiega Patuelli – in "Italia non si sono mai fermate" durante il Covid e sono state impegnate "nell’opera colossale" di 2,3 milioni di prestiti nuovi o ampliati e in "diversi milioni di pratiche di moratoria".

Tornando al quadro più complessivo, Visco e Franco avvisano che l’uscita dal tunnel c’è. "Grazie al buon andamento della campagna di vaccinazioni, la ripresa economica si sta consolidando", rassicura il governatore Ignazio Visco. Stessa visione all’insegna della ripresa per il numero uno del Mef, Daniele Franco. "L’Italia – spiega – dovrebbe recuperare i livelli di attività pre-pandemia "entro il terzo trimestre 2022". E, mentre "prima della crisi pandemica la crescita era stimata allo 0,6% l’anno, con il completamento degli investimenti e riforme previsti dal piano potrebbe salire all’1,4%".

Certo è che la riforma fiscale è un elemento fondamentale: "Dobbiamo puntare – indica il ministro – a un sistema più semplice e coerente con le esigenze del sistema produttivo". In ogni caso, "resta l’esigenza che ogni riforma sia attuata in un contesto di equilibrio del bilancio pubblico". Il che vuol dire: riforma del fisco sì, ma senza scassare i conti pubblici. Insomma, il riassetto ipotizzato dalle commissioni parlamentari costerebbe tra i 40 e i 60 miliardi.