Giampiero Maioli, 65 anni, amministratore delegato di Crédit Agricole Italia
Giampiero Maioli, 65 anni, amministratore delegato di Crédit Agricole Italia
di Achille Perego Dopo il successo dell’opa sul Credito Valtellinese, Crédit Agricole ha presentato ieri i risultati più che positivi del primo trimestre dell’anno. Sia a livello totale di gruppo, con un utile netto reported raddoppiato a 1,754 miliardi e ricavi pari a 9,05 miliardi, sia per le attività nel nostro Paese. Il risultato netto aggregato del gruppo in Italia, guidato dal senior country officer Giampiero Maioli, infatti, è cresciuto del 58% a 230...

di Achille Perego

Dopo il successo dell’opa sul Credito Valtellinese, Crédit Agricole ha presentato ieri i risultati più che positivi del primo trimestre dell’anno. Sia a livello totale di gruppo, con un utile netto reported raddoppiato a 1,754 miliardi e ricavi pari a 9,05 miliardi, sia per le attività nel nostro Paese. Il risultato netto aggregato del gruppo in Italia, guidato dal senior country officer Giampiero Maioli, infatti, è cresciuto del 58% a 230 milioni (83 milioni con un +71% per il gruppo bancario). Crédit Agricole è presente in Italia, suo secondo mercato domestico, con circa 14mila collaboratori e 4,6 milioni di clienti. Creval invece, con la cui acquisizione la "banca verde" è diventata la sesta banca commerciale del nostro Paese, ha 3.500 dipendenti ed è presente in 11 regioni con 355 filiali, più della metà nel Nord, area su cui Oltralpe puntano con grande interesse. E il focus adesso è proprio rivolto all’integrazione dell’istituto valtellinese tanto che non sono previste nuove operazioni di M&A in Italia.

Crédit Agricole intende concentrarsi sul Creval e conta di realizzare la fusione completa il prossimo anno con un’integrazione senza difficoltà nei prossimi mesi. Crédit Agricole Italia controlla il 91,17%. Ora l’obiettivo è il delisting e fino al 21 maggio i soci che non hanno aderito possono ancora vendere le proprie azioni allo stesso prezzo dell’offerta (alzata a 12,5 euro per azione) attraverso la procedura di sell-out. Per il 18 giugno è stata convocata una nuova assemblea Creval per la nomina del board targato Agricole. L’acquisizione è supportata da una forte affinità industriale e culturale tra le due banche e in linea con la strategia di crescita sostenibile di Crédit Agricole Italia che nel primo trimestre ha continuato a mostrare una dinamica attività commerciale tornata ai livelli pre Covid.

Il totale dei finanziamenti all’economia è salito infatti a 78,2 miliardi (+1,6%, con +27% per i mutui) mentre la raccolta totale è arrivata a 276,5 (+14,1%) e il collocamento di prodotti legati al risparmio gestito è cresciuto del 55%. Sul fronte bancario in aumento anche lo stock degli impieghi (+7,2%) e i ricavi (+9,4%, con +12% delle commissioni). È proseguita poi l’attenzione alla qualità degli attivi con l’incidenza dei crediti deteriorati netti sul totale impieghi in ulteriore riduzione al 2,8%.