L’ad di Coop Italia Maura Latini. alla presentazione del Rapporto Coop 2021
L’ad di Coop Italia Maura Latini. alla presentazione del Rapporto Coop 2021
di Achille Perego Dopo la peggiore crisi di tutti i tempi, stiamo vivendo la migliore ripresa di sempre. Un "momento Italia" suggellato questa estate dalle vittorie sportive (con un +211% a luglio di ricerche online della parola Italia), la forte ripartenza dell’economia e l’autorevolezza di Mario Draghi che hanno fatto sì che il 60% della business community internazionale sia convinta di una maggiore attrattività del Paese e il 48% pensa di investirci. Così, secondo il Rapporto Coop 2021, stiamo vivendo una seconda giovinezza e l’86% degli...

di Achille Perego

Dopo la peggiore crisi di tutti i tempi, stiamo vivendo la migliore ripresa di sempre. Un "momento Italia" suggellato questa estate dalle vittorie sportive (con un +211% a luglio di ricerche online della parola Italia), la forte ripartenza dell’economia e l’autorevolezza di Mario Draghi che hanno fatto sì che il 60% della business community internazionale sia convinta di una maggiore attrattività del Paese e il 48% pensa di investirci.

Così, secondo il Rapporto Coop 2021, stiamo vivendo una seconda giovinezza e l’86% degli italiani è orgoglioso di esserlo. Quasi 7 su 10 guardano al futuro con ottimismo anche se restano le ferite da Covid. Con ansia, disturbi alimentari e depressioni (con un costo per queste di 10 miliardi), la povertà moltiplicata e 27 milioni di italiani che dicono di vivere ancora rinunce e disagi. Il che spiega la ripresa più lenta (+4%) dei consumi, visti tornare ai livelli pre-pandemia solo nel 2023 e, avverte l’ad di Coop Italia Maura Latini, "ultimo comparto che ripartirà". Consumi che potrebbero subire anche il caro-prezzi con un’inflazione da costi dall’effetto recessivo.

"I nostri fornitori – lancia l’allarme Marco Pedroni, presidente di Coop Italia e di Ancc-Coop – stanno già iniziando a prospettarci aumenti a listino. La cosa che ci preoccupa è che di fronte ad aumenti importanti delle materie prime alimentari, energia, metalli e noli, si possano prospettare incrementi di listino anche del 6-7% e fino al 10%. Sarebbe impensabile trasferirli sui consumatori: per il Paese sarebbe una botta straordinaria. Noi come Coop non vogliamo trasferirli ma non possiamo affrontare il problema da soli. Il governo deve chiamare le parti intorno a un tavolo per vedere come affrontare il problema in condivisione con l’industria, altrimenti andremo incontro a guerre commerciali".

In un Paese che sta cambiando nell’era dell’hybrid work, con la mobilità ibrida, la crescita della digitalizzazione (+18% l’e-commerce nel 2021) e l’attenzione alla sostenibilità (con il timore però che non riesca la rivoluzione verde), stanno cambiando per 1 italiano su 2 anche le abitudini alimentari. Una tavola verde e salutare, con cibi di qualità (ma con un -9% delle grandi marche e un +9% di quelle del produttore), meno carne (+13% sta riducendo i consumi) e più bio, vegani, vegetariani e climatariani (1 su 6 che dichiara un menù salva ambiente) oltre a una food revolution con 6,2 miliardi di investimenti in nuovi cibi, dalle alghe agli insetti alla carne vegetale. Il cambiamento riguarda anche la Gdo con il 20% di quota dei discount ("una grande minaccia" secondo Latini per un modello "deleterio" per le filiere produttive) e risultati delle catene in peggioramento rispetto alla redditività doppia dell’industria.