Elsa Fornero, 72 anni, è stata ministro del Lavoro nel governo Monti dal 2011 al 2013
Elsa Fornero, 72 anni, è stata ministro del Lavoro nel governo Monti dal 2011 al 2013
In caso di licenziamenti per motivi economici è "obbligatoria la reintegra se il fatto è manifestamente insussistente". A sancirlo è la Corte Costituzionale nella sentenza con la quale ha dichiarato "incostituzionale l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, nel testo modificato dalla riforma Fornero", nella parte in cui prevede che il giudice, una volta accertata la manifesta insussistenza del fatto posto a base del recesso per giustificato motivo...

In caso di licenziamenti per motivi economici è "obbligatoria la reintegra se il fatto è manifestamente insussistente". A sancirlo è la Corte Costituzionale nella sentenza con la quale ha dichiarato "incostituzionale l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, nel testo modificato dalla riforma Fornero", nella parte in cui prevede che il giudice, una volta accertata la manifesta insussistenza del fatto posto a base del recesso per giustificato motivo oggettivo, "può altresì applicare", invece che "applica altresì" la tutela reintegratoria.

In particolare viene censurata la norma perché viola il principio di eguaglianza dal momento che la tutela è facoltativa in caso di licenziamenti economici mentre obbligatoria in quelli per giusta causa e giustificato motivo soggettivo. Un diverso trattamento che secondo la Corte non ha giustificazione e al quale si associa l’irragionevolezza intrinseca del criterio distintivo adottato, che conduce a ulteriori e ingiustificate disparità. Per i licenziamenti economici, infatti, il legislatore, rendendo la reintegrazione una sorta di opzione, non indica dei criteri direttivi: la scelta tra due forme di tutela profondamente diverse, reintegratoria e indennitaria, è infatti rimessa a una valutazione del giudice, disancorata però da precisi punti di riferimento. Resta comunque fermo che al giudice si riconosce una discrezionalità che non deve "sconfinare in un sindacato di congruità e di opportunità" e dunque non può né deve lambire le scelte imprenditoriali.

Plaude la Cgil: "Riteniamo importanti le motivazioni della sentenza con cui la Corte costituzionale stabilisce l’obbligatorietà della reintegra anche nei casi di licenziamenti in cui la causa economica sia manifestamente insussistente". "Questa sentenza – conclude il sindacato – rende evidente che la disciplina attuale non garantisce adeguate tutele ai lavoratori, né il rispetto dei principi di eguaglianza e di deterrenza che tali norme devono poter garantire".

Anche l’Unione Sindacale di Base (Usb) esulta: "Grazie a questa sentenza i lavoratori e le lavoratrici tornano ad avere un reale elemento di tutela contro i

licenziamenti illegittimi, oggi ancora più necessaria a causa degli effetti che la pandemia sta avendo sui posti di lavoro", conclude il sindacato.

red. eco.