Mercoledì 22 Maggio 2024
ALBERTO
Economia

L’era dell’intelligenza artificiale: "Ora sposare il profitto con l’etica"

Il sottosegretario Barachini all’Onu: iniziata una nuova epoca, lavoriamo a una visione umano-centrica

L’era dell’intelligenza artificiale: "Ora sposare il profitto con l’etica"

L’era dell’intelligenza artificiale: "Ora sposare il profitto con l’etica"

Barachini *

Il primo dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite è porre fine alla povertà in tutte le sue forme ovunque. Negli ultimi anni sono stati compiuti alcuni progressi, ma c’è ancora molto da fare. Nel frattempo, il 2023 è stato un anno cruciale per l’Ai. Non è esagerato affermare che stiamo vivendo una nuova rivoluzione tecnologica che trasformerà mercati, comunità, stili di vita. Siamo all’alba di una nuova era in cui l’intelligenza artificiale generativa ha aperto prospettive prima impensate in ambito pubblico e privato. Ed è solo l’inizio.

Usata saggiamente, l’intelligenza artificiale può portare enormi vantaggi, ma richiede governance e buone politiche. L’Ai può arricchire le diagnosi sanitarie, colmare le disparità educative, sostenere la sicurezza agroalimentare. E può contribuire in maniera decisiva alla lotta contro la povertà facilitando l’accesso all’istruzione nelle aree più povere. Sappiamo quanto la povertà sia collegata alla mancanza di istruzione.

La tecnologia, tuttavia, non è mai neutrale. È sempre legata al contesto e allo scopo per il quale viene utilizzata. Va, quindi, tenuta ben salda una visione umano-centrica. Ogni governo ha la propria visione, ma un’efficace cooperazione internazionale è fondamentale per sviluppare e implementare approcci e quadri condivisi. È importante essere parte della stessa squadra: media, società civile, mondo accademico, piattaforme. Ognuno di noi dovrebbe contribuire al raggiungimento di obiettivi comuni e lavorare insieme per un futuro migliore.

A livello nazionale sono impegnato a favorire l’integrità nell’informazione, poiché qualsiasi minaccia a tale integrità può avere un impatto negativo sulla nostra vita pubblica, nonché sui progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile così importanti per tutti noi. L’Ai ha il potenziale per sostituire parte del lavoro svolto dai giornalisti e ciò potrebbe influire sulla correttezza e completezza dell’ambiente informativo, per non parlare dei livelli occupazionali. Mentre un settore dei media diversificato e indipendente e la produzione di informazioni accurate e verificabili sono essenziali per mantenere società aperte e democratiche.

Anche per questo è una nostra priorità la protezione del diritto d’autore giornalistico per i contenuti utilizzati per addestrare i modelli linguistici dell’intelligenza artificiale. Il governo italiano sta per presentare un disegno di legge sull’AI che rafforza il copyright e, attraverso nuove misure giudiziarie, crea argini al deepfake, pericoloso strumento di disinformazione che può compromettere la fiducia nelle elezioni, fondamentale per il mantenimento di democrazie reali e sane. Naturalmente, se impiegata correttamente, può anche essere uno strumento per combattere la disinformazione. Considero un privilegio poter affrontare tali questioni dove le Nazioni Unite sono state istituite per promuovere la pace e la sicurezza universali, ora messe in pericolo da conflitti internazionali e una guerra ibrida dell’informazione.

Ci troviamo a un punto di svolta nella nostra storia e, imparando dai nostri errori passati, possiamo lavorare insieme per garantire l’evoluzione della società. A tal fine è fondamentale che la tecnologia non sia legata esclusivamente a finalità commerciali e di profitto, perché ciò la allontanerebbe da quella visione antropocentrica che è così importante per il nostro futuro.

* Sottosegretario

alla Presidenza del Consiglio

con delega all’informazione

e all’editoria

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