Rinnovare il sistema di welfare italiano, che vale 493,5 miliardi, il 57,7% della spesa pubblica italiana, e renderlo più efficace. È l’obiettivo del rapporto del think tank ’Welfare Italia’ sviluppato da Unipol Gruppo con The European House – Ambrosetti, con il sostegno di un comitato scientifico composto da Veronica De Romanis, Giuseppe Guzzetti, Walter Ricciardi e Stefano Scarpetta. Il rapporto è stato presentato e trasmesso in streaming ieri. Ed è stato un’occasione per fare il punto sulla capacità di risposta del sistema di welfare all’emergenza Covid-19. La pandemia si è velocemente trasformata, da emergenza sanitaria, in una crisi socio-economica senza precedenti. Per quest’anno il modello elaborato da The European House – Ambrosetti prevede un crollo del Pil italiano...

Rinnovare il sistema di welfare italiano, che vale 493,5 miliardi, il 57,7% della spesa pubblica italiana, e renderlo più efficace. È l’obiettivo del rapporto del think tank ’Welfare Italia’ sviluppato da Unipol Gruppo con The European House – Ambrosetti, con il sostegno di un comitato scientifico composto da Veronica De Romanis, Giuseppe Guzzetti, Walter Ricciardi e Stefano Scarpetta. Il rapporto è stato presentato e trasmesso in streaming ieri. Ed è stato un’occasione per fare il punto sulla capacità di risposta del sistema di welfare all’emergenza Covid-19. La pandemia si è velocemente trasformata, da emergenza sanitaria, in una crisi socio-economica senza precedenti. Per quest’anno il modello elaborato da The European House – Ambrosetti prevede un crollo del Pil italiano del 10,8%. Si tratterebbe del terzo anno peggiore in oltre un secolo e mezzo, capace di riportare il valore assoluto del Pil ai livelli del 1996. Nel primo semestre sono stati persi oltre 800 mila posti di lavoro. E il lockdown ha acuito le diseguaglianze: senza integrazioni al reddito una famiglia italiana su due potrebbe mantenersi per non più di cinque mesi.

Da queste considerazioni è partito l’appuntamento annuale di analisi, studio e riflessione sui temi del welfare. Tra i partecipanti i ministri Elena Bonetti (Pari opportunità) e Roberto Gualtieri (Economia), il presidente della Liguria Giovanni Toti, il consigliere del ministro della Salute per l’emergenza Covid-19 Walter Ricciardi, il direttore generale della Banca d’Italia Daniele Franco, il presidente e il ceo di Unipol Pierluigi Stefanini e Carlo Cimbri e il ceo di The European House – Ambrosetti Valerio De Molli.

In questi mesi l’intera architettura del sistema di welfare è stata messa a dura prova. Si stima che il Covid-19 abbia generato, fino a settembre 2020, un incremento della spesa sanitaria di oltre 1,5 miliardi per le sole strutture ospedaliere. La cassa integrazione rischia di superare quota 3,5 miliardi di ore, con un costo totale stimato di oltre 25,6 miliardi, mentre tra 550 mila e oltre 740 mila persone in più potrebbero usufruire della Naspi, con un costo per lo Stato tra 5,5 e 7 miliardi all’anno. In tutto le politiche sociali necessiteranno nell’anno di oltre 40 miliardi.

Il think tank ha individuato tre linee d’azione prioritarie per definire un sistema di ’welfare di precisione’, da consegnare sul tavolo di istituzioni e decisori, una per ogni pilastro. Sul fronte sanità, si parte dalla necessità di omogeneizzare le banche dati pubbliche e assicurare la piena interoperabilità tra banche dati pubbliche e private. Altra priorità è quella di un piano nazionale di telemedicina, con la proposta di avviare un progetto pilota: con un investimento stimato in circa 5 miliardi si consentirebbe una riduzione delle giornate di degenza fino al 25%, con un risparmio diretto e indiretto di circa 4,5 miliardi annui.

Sul fronte delle politiche sociali, la proposta è di arrivare all’adozione di uno strumento unico di inclusione sociale che riassuma la componente assistenzialistica del reddito di cittadinanza, del reddito di emergenza e dell’assegno unico per i figli, liberando risorse per 10 miliardi da investire in un piano di politiche attive per il lavoro in grado di generare 200 mila nuovi occupati in più. Sul piano della previdenza il suggerimento è di incentivare la previdenza complementare introducendo una tassazione agevolata all’11,5% sui rendimenti accumulati: questo potrebbe aumentare di 2,5 milioni la platea degli iscritti, liberando 7 miliardi di risorse da indirizzare verso investimenti nell’economia reale con una ricaduta positiva sul Pil nell’ordine dell’1,5%. Il think tank propone anche la creazione di uno strumento, chiamato ’Unico’ (Universale Contributo), di sostegno alla creazione di posizioni previdenziali integrative dedicato a tutti i nuovi nati per i quali venga automaticamente aperta una posizione previdenziale di terzo pilastro.