Aumentano gli avviamenti dei lavoratori sotto i 30 anni, aumenta il numero delle donne soprattutto over 50 (diminuiscono invece sensibilmente gli uomini over 50), continua la corsa del tempo indeterminato (quadruplicati gli avviamenti in un anno). E’ questo il quadro sul mercato del lavoro che emerge dal Report 2019 di Umana, agenzia per il lavoro, fra i leader del mercato, che conta 142 filiali e impiega mediamente ogni giorno 25mila persone in tutta Italia. L’ufficio studi di Umana ha confrontato i dati del 2019 con quelli dell’anno precedente, rapportandoli ove opportuno anche con quelli generali del quinquennio 2015-19. La prima evidenza riguarda il trend positivo (+1,74%) degli avviamenti al lavoro dei dipendenti under 30. Si tratta del 47,05% di tutti gli avviamenti operati da Umana nel 2019 (è il 40,15% nella fascia di età 30-49, e il 12,80% negli ‘over 50’).

È su questa fascia che Umana ha curato la sperimentazione e il consolidamento delle competenze, delle capacità di prestazione lavorativa, delle modalità di relazione nel mondo del lavoro, utili nel percorso graduale verso l’acquisizione dell’identità di ‘lavoratore adulto’. Tra gli under 30 avviati al lavoro nel 2019, oltre al dato del 18,34% di 25-29enni e del 24,38% di 20-24enni, spicca il 4,33% dei giovanissimi, con meno di 20 anni. Una percentuale, questa, che ha registrato una crescita significativa negli ultimi anni grazie alla collaborazione con le diverse scuole di secondo grado del territorio nazionale, i progetti di Alternanza scuola-lavoro, e soprattutto attraverso l’impegno sul fronte degli Its, gli Istituti tecnici superiori.

Un’altra annotazione significativa riguarda l’aumento degli avviamenti al lavoro delle donne, passato dal rapporto 1 a 3 donnauomo in essere a metà anni ‘10, all’attuale rapporto di circa 1 a 2. Ancorché l’aumento del numero di donne su base annua riferito a tutte le fasce di età sia di 0,53%, incide però in modo preponderante quello nella fascia donne over 50: gli avviamenti di donne over 50 hanno superato per il 3,4% quelli degli uomini.