Carlo Cimbri, 56 anni, cagliaritano, è l’ad del gruppo Unipol
Carlo Cimbri, 56 anni, cagliaritano, è l’ad del gruppo Unipol
Le coop stringono la presa su Unipol e la Borsa premia la scelta. Operazione a sorpresa, quella di ieri, piccola nella taglia (poco più di 34 milioni), ma che può muovere le acque in Unipol: il ‘mondo Coop’ ha infatti lanciato una procedura di reverse accelerated bookbuilding che ha ottenuto l’1% del capitale della holding guidata da Carlo Cimbri contro il 3,35% al quale puntava. Ma la mossa, che ha portato il titolo ad allinearsi al prezzo di acquisto (+6,4% a 4,59 euro), apre a diverse interpretazioni, con una...

Le coop stringono la presa su Unipol e la Borsa premia la scelta. Operazione a sorpresa, quella di ieri, piccola nella taglia (poco più di 34 milioni), ma che può muovere le acque in Unipol: il ‘mondo Coop’ ha infatti lanciato una procedura di reverse accelerated bookbuilding che ha ottenuto l’1% del capitale della holding guidata da Carlo Cimbri contro il 3,35% al quale puntava.

Ma la mossa, che ha portato il titolo ad allinearsi al prezzo di acquisto (+6,4% a 4,59 euro), apre a diverse interpretazioni, con una sola certezza: le Coop intendono rafforzare la loro presa su Unipol. Nel dettaglio è stata la newco Koru, partecipata da Coop Alleanza 3.0, Cefla Soc. Coop., Cooperare spa., Nova Coop, Aurum e Copura, a concludere l’acquisto rivolgendosi esclusivamente a investitori qualificati e investitori istituzionali esteri.

Con il suo avvio è stato evidenziato, secondo una nota aziendale, che l’operazione "costituisce un investimento finanziario di medio-lungo periodo nel gruppo Unipol, tenuto conto delle positive performance realizzate e delle prospettive economico-patrimoniali contenute nel piano industriale, coerente con la strategia perseguita dai soci di Koru". Il che evidentemente non spiega nulla sulle reali intenzioni di Koru e delle Coop interessate.

Alcuni degli investitori in Koru sono infatti già tra i maggiori azionisti di Unipol con una quota aggregata di circa il 32%, ma non tutti in passato si sono detti in linea con le scelte strategiche del gruppo. Per esempio la ex Manutencoop, ora Rekeep, non ha fatto mistero, attraverso il suo ad Claudio Levorato, di non condividere le politiche del gruppo.

E quindi Koru potrebbe rappresentare solo il veicolo di acquisto di quote da chi, nel differenziato mondo delle Coop, sta uscendo da Unipol. Ma è un’ipotesi che convince pochi analisti, mentre più probabilmente gli investitori in Koru si stanno preoccupando degli equilibri derivanti dall’introduzione del voto maggiorato, oltre a guardare al progetto sottotraccia da anni: la fusione tra Unipol e UnipolSai per la razionalizzazione della catena di controllo. E, rafforzandosi nella holding di controllo, si diluirebbero meno nell’eventuale nuova società unica.

Di fatto, l’operazione ha provocato un rialzo del titolo in Borsa, in una giornata in cui, in linea con il resto d’Europa, a Piazza Affari l’indice Mib ha chiuso con il -1%. Oltre al titolo Unipol, hanno beneficiato dell’operazione anche la controllata UnipolSai (+2,94%) e Bper, una delle poche banche a chiudere la giornata con il segno più (+0,49%), in considerazione del fatto che Unipol è l’azionista di riferimento.

red. eco.