Monia Ferrari, director di Capgemini in Italia per l’area dei servizi finanziari
Monia Ferrari, director di Capgemini in Italia per l’area dei servizi finanziari

di Andrea Telara

Hanno milioni di clienti e sono un pilastro dell’economia di molti paesi ma oggi, in quasi tutto il mondo, le compagnie assicurative sono di fronte a un banco di prova: devono non farsi travolgere dalla rivoluzione innescata dall’avvento delle tecnologie digitali. A dirlo è una recente ricerca della nota multinazionale della consulenza Capgemini, che ha pubblicato il World InsurTech Report 2020, un’ampia indagine che scandaglia a fondo il rapporto tra il mondo delle assicurazioni e quello della tecnologia.

Secondo la ricerca, che è stata realizzata in collaborazione con l’associazione bancaria e finanziaria europea Efma, la pandemia del Covid-19 ha accelerato anche nel settore assicurativo, come in molti altri comparti produttivi, il processo di digitalizzazione del business. Sta dunque ricevendo un nuovo impulso il cosiddetto Insurtech, cioè quell’insieme di attività in cui le nuove tecnologie digitali vengono applicate alla vendita di polizze assicurative.

In questo processo, però, le imprese assicuratrici si trovano esposte a una minaccia non da poco: la possibile concorrenza di player non tradizionali come i BigTech, cioè le grandi multinazionali del comparto tecnologico quali Google, Amazon, Alibaba o Facebook, solo per citare qualche nome. Avendo una massa enorme di utenti e disponendo di una mole immensa di dati sui consumatori e sulle loro abitudini, i giganti mondiali dell’hi-tech potrebbero infatti iniziare a vendere con convinzione sulla rete di internet anche servizi finanziari e polizze d’assicurazione, dopo aver conquistato negli anni miliardi di clienti con beni e servizi di altro genere, dai libri ai film fino ai contenuti d’informazione.

"Oggi le imprese assicurative non devono considerare soltanto le altre compagnie come loro competitor, ma devono includere anche i BigTech e nuovi player non tradizionali" ha dichiarato Monia Ferrari, director di Capgemini in Italia per l’area dei servizi finanziari, commentando i risultati della ricerca. In particolare, Ferrari ha messo in evidenza come i giganti della tecnologia riescano a offrire, rispetto ai gruppi assicurativi, una migliore "customer experience", espressione utilizzata nel mondo della consulenza per identificare le modalità in cui i clienti interagiscono con un’azienda e ne apprezzano i prodotti o i servizi. Non a caso, il report di Capgemini-Efma sottolinea che, ad aprile del 2020, ben il 44% degli assicurati in diversi paesi del mondo si dichiara disponibile ad acquistare una polizza o una copertura assicurativa da una grande azienda tecnologica.

Il dato della primavera scorsa è ben più alto di quello rilevato nel 2016 (16%) o di quello del gennaio 2020, quando i consumatori disposti a comprare polizze da una BigTech erano il 36%. Con l’epidemia del Coronavirus, che ha dato una spinta all’utilizzo dei dispositivi digitali, c’è stata dunque un’accelerazione di un trend che già si era manifestato negli anni scorsi. Come possono le compagnie assicurative correre ai ripari? Per competere con le BigTech, devono concentrarsi su alcuni fattori, migliorando in primis la propria customer experience, dotandosi di processi adatti ad affrontare situazioni di crisi o dando risposte in tempo reale ai clienti, dimostrando così di essere un partner attento alle esigenze dei consumatori. Inoltre, il report di Capgemini-Efma ha evidenziato che, per migliorare le proprie competenze, le compagnie assicurative possono costruire e acquistare tecnologie oppure avviare collaborazioni all’esterno con qualche partner qualificato, dopo aver ponderato attentamente i pro e i contro di ogni operazione. Stringere alleanze all’esterno con qualche azienda specializzata nello sviluppo di tecnologie è forse la soluzione migliore perché consente alle compagnie assicurative di concentrarsi così sulla propria attività principale, anziché disperdere energie al proprio interno.

Molti player di mercato sembrano intenzionati a muoversi proprio in questa direzione visto che, sempre secondo l’indagine di Capgemini-Efma, il 67% delle imprese assicurative intervistate ha dichiarato di voler stringere partnership con società specializzate nel settore dell’Insurtech, capaci di sviluppare determinate tecnologie. Una quota maggioritaria delle compagnie di assicurazione, attorno al 60%, si dichiara invece interessata a fare alleanze direttamente con le BigTech. Per evitare la concorrenza dei colossi tecnologici mondiali, insomma, meglio farseli amici e tentare di vendere polizze anche attraverso i loro canali, piuttosto che tentare di contrastarli.