Domenica 21 Luglio 2024

Tutte le misure del Pnrr a favore di giovani e donne

La Corte dei Conti analizza l'attuazione delle misure a favore di giovani e donne nel Pnrr, evidenziando la mancanza di una missione specifica per i giovani e la necessità di una valutazione più approfondita.

Tutte le misure del Pnrr a favore  di giovani e donne

Tutte le misure del Pnrr a favore di giovani e donne

Luciano

Monti *

Nella sua periodica relazione sullo stato di attuazione el Pnrr, la Corte dei Conti ha dedicato una sezione all’attuazione delle misure a favore di giovani e donne. L’Italia ha deciso di non dedicare all’impatto sui giovani una missione specifica, come invece suggerito dalla Commissione europea. I provvedimenti rivolti alle nuove generazioni sono dunque da ricercare all’interno dell’intero piano, dove non risultano coordinati tra loro. Pregevole, quindi, lo sforzo della Corte nel provare a mappare queste misure. A una prima lettura, emerge che gli interventi a favore dei giovani sono numerosi: 29 investimenti (37 considerando anche quelli in comune con le donne) e 10 riforme, prevalentemente concentrati nelle missioni 1, 4 e 5. Le risorse messe in campo raggiungono 27,3 miliardi di euro, circa il 14% dell’intera disponibilità del Pnrr, di cui il 60,9% già speso per attivare 53.360 progetti sul territorio. Vi sono, tuttavia, almeno altri due livelli di analisi sui quali si auspica che la Corte possa soffermarsi in futuro.

Il primo è legato all’impegno ad assumere giovani e donne, con quote del 30%, per la realizzazione di opere e servizi finanziati dal Pnrr. Come rileva l’ultima relazione dell’Anac al Parlamento, nel 2023 questo obiettivo è stato raggiunto solo per il 56,87%, percentuale identica all’anno precedente, mentre quasi un terzo dei lavori è andato in deroga e il rimanente in deroga parziale. Il secondo riguarda la natura degli interventi considerati. Infatti, se taluni vanno iscritti senza dubbio nel novero delle misure generazionali, come la riforma della legislazione sugli alloggi per studenti, altri sono provvedimenti che, rivolgendosi ad un target più ampio di beneficiari, possono potenzialmente impattare anche sui giovani – ad esempio i Partenariati estesi a università, centri di ricerca, imprese e finanziamento progetti di ricerca di base. In questo secondo caso, immaginare che tutte le risorse vadano a beneficiari under 35 è anacronistico: dunque, i 27,3 miliardi stimati dalla Corte andrebbero, probabilmente, ridimensionati. È forse il momento di provare a sottoporre il Pnrr alla Valutazione di Impatto Generazionale, versione italiana dello Youth Check europeo. Non tanto per provare a modificarne il corso, ma per acquisire la consapevolezza di quanto sia urgente e imprescindibile avere una visione d’insieme delle politiche giovanili e una strategia che affronti, oltre allo sviluppo sociale delle nuove generazioni, anche quello economico.

* Docente di Politica dell’Unione europea,

Università Luiss