IL CONFRONTO con questo Governo va avanti a corrente alternata. Abbiamo apprezzato la disponibilità del Premier ad affrontare una serie di questioni sottoposte alla sua attenzione. Al tempo stesso, però, non abbiamo ancora riscontri in termini di conseguenti provvedimenti operativi. Sul fronte della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ad esempio, è stato fatto un primo accordo con il Governo, ma bisogna fare di più e adottare subito tutte le necessarie norme per fermare quella che è una vera e propria strage quotidiana. Siamo di fronte a un’emergenza nazionale. Ecco perché si deve insistere su formazione, riqualificazione professionale e prevenzione, utilizzando anche le tante risorse non spese che sono a disposizione dell’Inail. Inoltre, per i casi di recidiva nel mancato rispetto delle norme in materia, bisogna...

IL CONFRONTO con questo Governo va avanti a corrente alternata. Abbiamo apprezzato la disponibilità del Premier ad affrontare una serie di questioni sottoposte alla sua attenzione. Al tempo stesso, però, non abbiamo ancora riscontri in termini di conseguenti provvedimenti operativi. Sul fronte della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ad esempio, è stato fatto un primo accordo con il Governo, ma bisogna fare di più e adottare subito tutte le necessarie norme per fermare quella che è una vera e propria strage quotidiana. Siamo di fronte a un’emergenza nazionale. Ecco perché si deve insistere su formazione, riqualificazione professionale e prevenzione, utilizzando anche le tante risorse non spese che sono a disposizione dell’Inail. Inoltre, per i casi di recidiva nel mancato rispetto delle norme in materia, bisogna prevedere la sospensione dell’attività sino al ripristino delle condizioni di sicurezza. A tal proposito, è indispensabile sia che si costituisca una banca dati unica, che consenta di monitorare il comportamento delle aziende nel corso del tempo, sia che vengano stanziate risorse aggiuntive per l’assunzione di nuovi ispettori.

Aspettiamo, dunque, l’emanazione di un decreto che recepisca tutte queste indicazioni. Al tempo stesso, riteniamo imprescindibile che le aziende facciano tutto quanto necessario per salvaguardare l’incolumità dei propri dipendenti, perché il rispetto della vita è una precondizione dell’attività lavorativa e in un Paese civile non è accettabile che si possa ancora morire sul lavoro. Anche per questo motivo, da oltre un anno, coinvolgendo personaggi della cultura, dello spettacolo e dello sport, abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, che abbiamo chiamato “Zero morti sul lavoro” e che, per l’appunto, vorremmo diventasse un obiettivo comune. Questa battaglia, infatti, si vince anche creando una coscienza collettiva civile, a partire dalle scuole dove vorremmo che fosse introdotto un insegnamento specifico proprio su lavoro, legalità e sicurezza.

Il rispetto della vita e della dignità delle persone, poi, deve essere accompagnato anche da un altro valore fondamentale, quello della salvaguardia e della valorizzazione del lavoro. In questo quadro si colloca la nostra richiesta al Governo di puntare sia su una riforma degli ammortizzatori sociali, che per essere efficace ha bisogno di risorse adeguate, sia su una politica industriale che individui e rafforzi gli asset strategici per il nostro Paese e impedisca alle aziende di delocalizzare a proprio piacimento, lasciando sul lastrico migliaia di famiglie. Tutto questo è possibile se si ha una visione chiara di quale futuro si voglia costruire per i nostri giovani e, dunque, verso quale direzione si intenda orientare lo sviluppo, utilizzando con intelligenza e lungimiranza quanto destinatoci dall’Europa.

Ecco, dunque, che il Pnrr diventa lo strumento fondamentale per valorizzare opportunità ed energie e per canalizzarle verso quegli obiettivi di crescita dichiarati, ma lontani dall’essere conseguiti in modo strutturale e duraturo. Anche su questo capitolo, però, non abbiamo ancora avuto risposte esaustive che, peraltro, sarebbero necessarie pure per destrutturare, una volta per tutte, quella condizione di diseguaglianza che genera persistenti e inaccettabili squilibri sociali. A tale scopo, sarebbero utilissime sia una riforma fiscale, che aiutasse a vincere la battaglia contro l’evasione e riducesse il peso della tassazione sui lavoratori e sui pensionati, sia una riforma del welfare e delle pensioni, che restituisse serenità e certezze alle anziane, agli anziani e a coloro che vivono in condizioni disagiate. Grazie alla contrattazione, strumento principe dell’azione sindacale sancito dalla stessa Costituzione, stiamo continuando a garantire dignità al lavoro, rivendicando salari e diritti che assicurano una tutela complessiva alle lavoratrici e ai lavoratori. Dal canto loro, la politica e il Governo ascoltino le nostre proposte e si preoccupino di adottare scelte di politica sociale ed economica in grado di dare una prospettiva forte e strutturata a tutto il nostro Paese.

* Segretario generale della Uil