NUOVE SFIDE DOPO LA PANDEMIA A sinistra, sopra, Luigi Carrioli, presidente di Sea Vision Group e, sotto, l’amministratore delegato Michele Cei. Sopra e in alto, due immagini della sede del gruppo a Pavia, al centro del nuovo progetto dell’arte contemporanea, che prevede la realizzazione di mostre ricorrenti per aprire la realtà produttiva alla città.
NUOVE SFIDE DOPO LA PANDEMIA A sinistra, sopra, Luigi Carrioli, presidente di Sea Vision Group e, sotto, l’amministratore delegato Michele Cei. Sopra e in alto, due immagini della sede del gruppo a Pavia, al centro del nuovo progetto dell’arte contemporanea, che prevede la realizzazione di mostre ricorrenti per aprire la realtà produttiva alla città.
SEA VISION è un’azienda con alle spalle 25 anni di storia, pochi se si considera la vita media delle grandi imprese ma tanti se si pensa al settore in cui opera: la produzione di software. Nel 2017 in azienda lavoravano solo 60 dipendenti, ma complice l’entrata in vigore di nuovi regolatori sul farmaco che hanno costretto le industrie farmaceutiche a dotarsi di impianti per la serializzazione, la domanda di prodotti Sea Vision ha riscontrato una forte crescita che ha spinto l’azienda ad uno sviluppo vertiginoso, tanto da occupare oggi 330 dipendenti nel mondo. "Sea Vision Group – spiega l’ad Michele Cei – si trova ad affrontare nuove sfide dopo la lunga parentesi della pandemia: mentre il volume di affari si è mantenuto in linea con l’esercizio 2020, pur nella difficoltà del periodo, oggi la necessità è di riavviare a pieno regime l’attività commerciale presso i clienti, in larga maggioranza dislocati all’estero, che non consentono ancora la normale presenza aziendale. Dal punto di vista del recruiting, invece, la nostra sfida attuale è il consolidamento dei talenti in azienda attraverso la...

SEA VISION è un’azienda con alle spalle 25 anni di storia, pochi se si considera la vita media delle grandi imprese ma tanti se si pensa al settore in cui opera: la produzione di software. Nel 2017 in azienda lavoravano solo 60 dipendenti, ma complice l’entrata in vigore di nuovi regolatori sul farmaco che hanno costretto le industrie farmaceutiche a dotarsi di impianti per la serializzazione, la domanda di prodotti Sea Vision ha riscontrato una forte crescita che ha spinto l’azienda ad uno sviluppo vertiginoso, tanto da occupare oggi 330 dipendenti nel mondo. "Sea Vision Group – spiega l’ad Michele Cei – si trova ad affrontare nuove sfide dopo la lunga parentesi della pandemia: mentre il volume di affari si è mantenuto in linea con l’esercizio 2020, pur nella difficoltà del periodo, oggi la necessità è di riavviare a pieno regime l’attività commerciale presso i clienti, in larga maggioranza dislocati all’estero, che non consentono ancora la normale presenza aziendale. Dal punto di vista del recruiting, invece, la nostra sfida attuale è il consolidamento dei talenti in azienda attraverso la messa in opera di due nuovi progetti su cui stiamo lavorando: la Job Rotation ed il Talent Management, due programmi di sviluppo complementari che hanno lo scopo di accrescere le competenze trasversali del dipendente, per prepararlo ad affrontare, attraverso percorsi di crescita interna, nuovi ruoli con crescenti responsabilità e far quindi crescere l’azienda stessa".

Ci può illustrare il progetto di Job Rotation?

"Il progetto di Job Rotation avrà un carattere internazionale. Oltre alla sede centrale di Pavia, l’azienda ha dieci sedi operative nel mondo: Spagna, Francia, Svizzera, Russia, Stati Uniti,Brasile, Argentina e Messico, a cui si aggiungerà entro fine anno Shanghai. Questa realtà multinazionale è lo scenario ideale per far crescere talenti in un contesto internazionale, accrescendo così competenze e valorizzando skills personali uniche. Il dipendente che dalla casa madre italiana si reca a lavorare nella sede estera va ad affiancare – e in alcuni casi a dirigere – dei team locali già presenti sul territorio, che hanno una profonda conoscenza del mercato locale, portando in queste realtà il modello lavorativo aziendale della casa madre, accrescendolo con nuove esperienze che porterà di nuovo indietro al suo rientro".

E il progetto di Talent Management?

"È un impegno in cui l’azienda crede molto, per far crescere in modo sostenibile e orientato i vari team di lavoro; la crescita del valore del dipendente è al centro degli sforzi e di investimenti crescenti". Rientra in questa ottica anche l’acquisizione di ARGO Vision, start up specializzata in intelligenza artificiale, portata a termine nel 2020 in piena pandemia, proprio per investire in nuove competenze che determineranno il potenziamento del valore dei prodotti dell’azienda nel prossimo futuro.

"Con l’intelligenza artificiale si sa da dove si parte, meno dove si potrà arrivare e cosa si potrà effettivamente raggiungere" dichiara Luigi Carrioli, presidente del Gruppo.

Di quali figure avrete bisogno nei prossimi mesi?

"Se da un lato è forte il desiderio di mantenere e rafforzare la forza lavoro già in azienda piuttosto che procedere a nuove assunzioni, l’azienda è comunque sempre alla costante ricerca di figure da inserire nel reparto Software: principalmente Software Developer che conoscano i linguaggi C++ e T-SQL, che abbiano conoscenze di Database Microsoft SQL Server. Dato il contesto internazionale in cui opera l’azienda, un fattore determinate è un’ottima conoscenza della lingua inglese".

Sea Vision produce software e sistemi di visione per il controllo visivo dei farmaci durante il processo di confezionamento, e si rivolge a una clientela esclusivamente costituita da aziende del settore farmaceutico e life science. Il raggiungimento degli obiettivi aziendali è stato possibile grazie alla creazione di un ambiente di lavoro paritario ed inclusivo, l’assunzione di giovani, la collaborazione e lo scambio con università e scuole, e l’attenzione a valori come l’arte ed il rispetto per l’ambiente nella nuova sede sostenibile ed aperta. È in questa ottica che si inserisce il nuovo progetto dell’arte contemporanea, che prevede la realizzazione di mostre ricorrenti per avvicinare il mondo del lavoro all’arte e per aprire la realtà produttiva alla città.

"Un’azienda – continua Carrioli – è una realtà complessa ed un soggetto centrale nell’organizzazione della vita economica e sociale del territorio in cui si trova; è un nodo in cui si incontrano gli interessi di tante persone, dai dipendenti agli enti locali, dai fornitori alle università ed a tutto l’indotto che si crea intorno. In quanto luogo così centrale nella vita della comunità, è importante a mio avviso che rispecchi quanto più possibile la vita delle persone ed i loro bisogni. Tra questi rientra anche l’arte, che ha il compito di far riflettere, di suscitare emozioni e di creare un ambiente piacevole e stimolante per tutti coloro che la vivono. Con questa prima mostra – che ci auguriamo possa essere la prima di una lunga serie – vogliamo offrire ai nostri dipendenti, in gran parte giovani, la possibilità di misurarsi con tutti gli interrogativi che l’arte suscita, di avvicinarsi a essa in tutte le sue espressioni, e di sentire direttamente dalle voci degli artisti quali sono gli stimoli alla base della loro ricerca. Stimoli che mi auguro possano trasferirsi anche al nostro interno e tradursi in capacità di creare prodotti sempre più innovativi e diversi dagli altri".