Giovedì 11 Luglio 2024

Occupazione, il fattore IA. Crescerà l’importanza delle soft skill

L'Intelligenza Artificiale Generativa va ridimensionata: basata su calcoli statistici, può svolgere solo compiti ripetitivi. Nuove figure professionali richieste per gestirla. Etica e dignità umana al centro.

Occupazione, il fattore IA. Crescerà  l’importanza delle soft skill

Occupazione, il fattore IA. Crescerà l’importanza delle soft skill

LO SPETTRO dell’Intelligenza Artificiale Generativa quale ’surrogato digitale’ dell’essere umano è da ridimensionare. Infatti, l’IA per ora ha ben poco di intelligente: ChatGPT, ad esempio, basa il suo funzionamento su una rete neurale chiamata ’transformer architecture’ allenata utilizzando conversazioni e contenuti su Internet. Il trasformatore risponde alle domande degli utenti utilizzando le parole che con maggiori probabilità sono state associate al prompt inserito. La sequenza di parole generata da ChatGPT, dunque, non è il risultato di un ragionamento, ma di un calcolo statistico.

L’Intelligenza Artificiale allenata su banche dati controllate e accurate sarà in grado di performare qualsiasi attività che richieda una conoscenza essenziale e che preveda un numero prestabilito di risposte. Tuttavia, potrà, svolgere efficacemente soltanto mansioni meramente ripetitive, che non richiedano l’esercizio di discrezionalità e che caratterizzano soprattutto i compiti richiesti nei servizi di catering, produzione, assistenza clienti e vendite; infatti, in tali settori, secondo un recente studio del McKinsey Global Institute, si prevede una riduzione dell’offerta di lavoro pari al 14%, mentre nel settore sanitario, edile, infrastrutturale e nella green economy si riscontrerà una riduzione dell’appena 1%.

Dovrebbe rimanere in linea con l’attuale crescita economica anche la domanda di servizi legali, finanziari, governativi e dell’istruzione. Ad ogni modo, l’IA è ora in grado di estrapolare, ordinare e ricordare un gran numero di informazioni in pochissimo tempo e i futuri scenari prefigurano software capaci di eseguire attività che ora richiedono conoscenze specialistiche, raggiunte solo con i più alti gradi di istruzione, come evidenziato anche dall’Ocse. Sarà compito di ciascun governo preparare l’attuale e futura forza lavoro alla transizione digitale proponendo corsi in inglese per le materie Stem e rivedendo il sistema di tassazione del lavoro, in modo da incentivare l’assunzione di capitale umano rispetto alle nuove tecnologie.

In controtendenza, si registrerà un aumento della domanda di professionisti nelle aree della ricerca e sviluppo, del management, del trasporto e delle arti creative. In sostanza, tutte quelle attività che richiedono un’opera innovativa ed originale. Infatti, l’Intelligenza Artificiale, anche quella generativa, si allena e risponde rielaborando parole già scritte o immagini già disegnate. Insomma, sarà in grado di scrivere una poesia nello stile di Shakespeare ma, per ora, non ha sviluppato una sua personale capacità artistica. Analogamente, crescerà l’attenzione delle imprese per le abilità sociali ed emotive come l’empatia e la capacità di gestire e lavorare in team, competenze di cui già si lamenta la carenza.

Sotto il profilo storico, il processo di progressiva sostituzione degli operai con le macchine è un fenomeno già sperimentato dal mercato nella prima rivoluzione industriale. L’IA, in quanto forma di innovazione, non è un nemico da ostacolare, bensì uno strumento per efficientare la produzione. Inoltre, la riduzione di offerte di lavoro in determinate filiere produttive è soltanto un volto della medaglia. L’altro volto rivela che il maggior impiego di sistemi di Intelligenza Artificiale nelle aziende comporterà la richiesta di nuove figure professionali necessarie per curarne il funzionamento; come esperti informatici capaci di comunicare con l’IA, AI Trainer, AI Ethicist che assicurino uno sviluppo trasparente e corretto dei software e AI Auditor, deputati ad identificare le risposte erronee o inique dei sistemi.

Per di più, l’Intelligenza Artificiale potrà essere utilizzata anche nel perseguimento di finalità sociali ed educative, ad esempio agevolando il processo di reskilling della forza lavoro. Essa consentirà la predisposizione e cura di percorsi formativi personalizzati per studenti e lavoratori, parametrati sul loro livello iniziale, età, tempo disponibile e metodo di apprendimento. Sono già stati sviluppati software impiegati da siti e app che, tramite l’inserimento di dati e video, suggeriscono il percorso professionale più adatto alle qualità individuali o che facilitino la ricerca di un posto di lavoro suggerendo posizioni e aziende in cerca di personale. Lo sviluppo delle nuove tecnologie renderà, in aggiunta, possibile beneficiare sempre di un’insegnante privata che corregge gli errori e impartisce lezioni personalizzate, concentrate su particolari punti di miglioramento dell’utente/allievo.

La concezione puramente strumentale e non suppletiva dell’uomo è stata sottolineata anche dal Papa, la cui eccezionale presenza al recente Summit del G7 ha dato spazio ad ulteriori riflessioni sul tema. I profili etico-sociali dell’IA sono direttamente correlati al suo potenziale, che oggi permette di completare una conversazione o scrivere un paper. Tuttavia, è bene ricordare ancora una volta che questi prodotti sono solo il risultato di calcoli statistici e che il suo utilizzo e la sua regolazione debbano assumere una prospettiva antropocentrica, tutelando la dignità dell’uomo riportando l’Intelligenza Artificiale alla sua dimensione puramente strumentale al raggiungimento del benessere individuale e collettivo.

* Coordinatrice del Policy Observatory,

Luiss School of Government