LA RISORSA UMANA, al singolare e non al plurale, perché ogni germoglio professionale, se adeguatamente coltivato, può fare delle sue radici un appiglio per un intero settore o territorio. È con questa convinzione che, negli ultimi quindici anni, ha operato quello che è diventato uno dei maggiori gruppi italiani specializzati nell’ambito delle Risorse Umane. Un polo di formazione e consulenza, questo, nato nella pianura di Carpi e divenuto, sotto la guida del direttore generale Enrica Codeluppi, un hub certificato presente in ognuna delle principali aree industriali del Nord e Centro Italia, forte di un know-how consolidato, di consulenti preparati e di una banca dati di profili Talent in continuo aggiornamento. A contatto diretto con le eccellenze della nostra imprenditoria, infatti, La Risorsa...

LA RISORSA UMANA, al singolare e non al plurale, perché ogni germoglio professionale, se adeguatamente coltivato, può fare delle sue radici un appiglio per un intero settore o territorio. È con questa convinzione che, negli ultimi quindici anni, ha operato quello che è diventato uno dei maggiori gruppi italiani specializzati nell’ambito delle Risorse Umane. Un polo di formazione e consulenza, questo, nato nella pianura di Carpi e divenuto, sotto la guida del direttore generale Enrica Codeluppi, un hub certificato presente in ognuna delle principali aree industriali del Nord e Centro Italia, forte di un know-how consolidato, di consulenti preparati e di una banca dati di profili Talent in continuo aggiornamento. A contatto diretto con le eccellenze della nostra imprenditoria, infatti, La Risorsa Umana si occupa tanto di ricerca e selezione del personale per conto delle aziende quanto di somministrazione di lavoro nelle vesti di agenzia interinale, ma anche di progetti di consulenza (aziendale e di carriera) certificati e di servizi di sviluppo delle carriere e di ricollocazione per i candidati che le si affidano.

"All’inizio operavamo prevalentemente sui distretti a noi vicini, tra Carpi e Correggio – è il racconto di Codeluppi – Poi, crescendo, ci siamo espansi a beneficio di filiere come quelle della ceramica di Formigine e del tessile di Prato, fino ai calzaturifici pesaresi e, in generale, a buona parte dell’Italia settentrionale, con la significativa aggiunta di una sede a Bari e arrivando a un parco di oltre 200 collaboratori". I quali, all’interno di processi operativi che si possono fregiare delle certificazioni ISO 9001 e ISO 45001 e che poggiano su una Politica della Qualità a misura di cliente, si dividono in attività che spaziano dalla formazione in tema di sicurezza a quella digitale, passando per la formazione in apprendistato e per i percorsi finanziati da enti esterni, erogabili tanto in presenza quanto a distanza. Con un’attenzione specifica, in tempi di difficoltà di reperimento di figure tecniche specializzate, all’universo della “tecnica” e delle differenti “soft skills” che entrano in gioco settore per settore. E, nel mondo dei finanziamenti formativi a fondo perduto, in particolare, spiccano gli sforzi connessi al Fondo Nuove Competenze, pensato per consentire agli imprenditori di rimodulare l’orario lavorativo dei dipendenti senza diminuir loro lo stipendio, destinando parte di questo tempo a percorsi formativi e di riqualificazione che non presentano costi per l’azienda. Si tratta, nella visione di Codeluppi, "di uno strumento importantissimo, molto azzeccato per la nostra realtà industriale in quanto snello e di facile accesso, parte di una sperimentazione iniziata l’inverno scorso e poi rifinanziata dall’Anpal, fino all’esaurimento dei finanziamenti verificatosi lo scorso giugno".

Ora, però, dopo che la Commissione Europea ha assegnato 4,7 miliardi di euro all’Italia nell’ambito di React-Eu, parte di Next Generation Eu, e dopo l’annuncio della stessa Anpal sulla messa a disposizione in tempi brevi di un miliardo di questo ‘tesoretto’, "il governo ci dovrà chiarire sia le posizioni dei progetti formativi non ancora approvati sia quando, materialmente, i finanziamenti si tradurranno in operatività". Anche perché formare e aggiornare il lavoro e i lavoratori rappresenta uno dei capitoli caldi del Pnrr, sullo sfondo di un cambiamento di paradigma di un mondo occupazionale che, negli ultimi anni, si è fatto "sempre più attento alle specializzazioni e alle competenze tecniche specifiche", ma anche "alla conoscenza delle lingue e agli elementi motivazionali, comportamentali e di relazione". Quindi, per Codeluppi, "a patto che i supporti materiali arrivino alle aziende e siano congrui", il futuro del lavoro può passare e passerà anche "da opportunità di crescita formativa del proprio personale che non sono molto conosciute, ma che possiedono un enorme potenziale", sulla scorta di "sperimentazioni recenti che si sono rivelate capaci di incidere laddove c’era bisogno".