AIUTARE le micro, le piccole e le medie imprese italiane a entrare in contatto con nuovi clienti internazionali e a costruire solide relazioni commerciali di mediolungo periodo grazie alla tecnologia. È questo l’obiettivo di Italian Artisan, dichiarato dal suo fondatore e presidente David Clementoni (nella foto in basso con Olga Iarussi, Ceo e co-founder): "Siamo la community online leader in Italia con 550 aziende manifatturiere di settore. Conosciamo e lavoriamo su tutta la catena del valore offrendo un servizio completo e se richiesto chiavi in mano. Con un team composto per l’80% da donne, abbattiamo i tempi di trattativa commerciale internazionale, dalla conoscenza al primo pagamento, da 812 settimane a 4 ore. Mostriamo al brand cosa vuol dire produrre nelle aziende...

AIUTARE le micro, le piccole e le medie imprese italiane a entrare in contatto con nuovi clienti internazionali e a costruire solide relazioni commerciali di mediolungo periodo grazie alla tecnologia. È questo l’obiettivo di Italian Artisan, dichiarato dal suo fondatore e presidente David Clementoni (nella foto in basso con Olga Iarussi, Ceo e co-founder): "Siamo la community online leader in Italia con 550 aziende manifatturiere di settore. Conosciamo e lavoriamo su tutta la catena del valore offrendo un servizio completo e se richiesto chiavi in mano. Con un team composto per l’80% da donne, abbattiamo i tempi di trattativa commerciale internazionale, dalla conoscenza al primo pagamento, da 812 settimane a 4 ore. Mostriamo al brand cosa vuol dire produrre nelle aziende familiari dei distretti italiani e avere accesso ad anni di tradizione manifatturiera. Un’esperienza che va al di là del confezionare una scarpa o una borsa. È un rapporto di collaborazione e di fiducia che supera il pregiudizio stereotipato dell’italianità, supera il confronto dei costi e, in diversi casi, ha portato al reshoring. Produrre in Italia non è facile a causa di una filiera altamente frammentata, alla mancanza di trasparenza; agli alti costi di intermediazione, alla mancanza di organizzazione interna dei produttori e per l’accesso al made in Italy è tutt’altro che digitalizzato. Italian Artisan facilita l’incontro tra brand e i buyer internazionali con Pmi della moda made in Italy difficili da trovare. Attraverso una piattaforma di corrispondenza, unitamente al know how di filiera e al supporto nei vari processi produttivi on demand. Vogliamo diventare il marketplace di riferimento per produrre made in Italy nel settore del premium luxury".

Come si svilupperà il vostro progetto nei prossimi mesi?

"Abbiamo capito la forza della fiducia, della visione a mediolungo termine e della collaborazione tra aziende. Abbiamo compreso il metodo per aggregare i “piccoli“ che se uniti risultano essere “grandi“ in un mercato internazionale così vasto. E abbiamo capito che dobbiamo portare online il valore del legame tra azienda e territorio. Ci stiamo preparando per un ulteriore salto di qualità a livello tecnologico e di team. E abbiamo aperto le porte a investitori istituzionali per affrontare questo salto. Nei prossimi mesi abbiamo molte novità in programma dal lato tecnologico e di marketing internazionale. Andremo ad investire in tecnologia per semplificare la distribuzione digitale delle piccole e medie imprese nei canali digitali e certificare sempre più i processi di filiera e rendere trasparenti e sostenibili le attività delle aziende della nostra community".

La crescita dell’azienda si coniuga anche con un aumento dei livelli occupazionali?

"Certo. Stiamo crescendo a tripla cifra sull’anno precedente e stiamo assumendo con lo stesso trend. Abbiamo da sempre creduto nei giovani abbiamo sviluppato dei percorsi di inserimento in azienda che rendono questo processo naturale. Essendo il nostro lavoro un lavoro sistemico, abbiamo anche creato opportunità di collaborazione all’interno della filiera stessa, creando sinergia e opportunità occupazioni all’interno delle aziende del nostro network".

Di quante e quali figure avrete bisogno nei prossimi mesi?

"Nei prossimi mesi andremo a rafforzare l’area marketing, per raccontare sempre meglio i valori della tradizione italiana; l’area vendite, per accelerare la crescita e internazionalizzazione delle aziende della nostra community, e l’area tecnologica, per semplificare i processi, rendere sempre più sostenibile la collaborazione internazionale e alimentare processi di filiera etici e responsabili. Quindi colgo l’occasione per lanciare un appello ad appassionati del bello e ben fatto nelle aree marketing, vendite e tecnologia che vogliano accompagnare il percorso per accompagnare la tradizione del made in Italy nel futuro del commercio".