3 mar 2022

Ucraina, incubo gas razionato in Italia: case fredde e imprese a singhiozzo

Se Putin chiude i rubinetti, stop alle fabbriche non strategiche e limiti al riscaldamento domestico Tabarelli (Nomisma): "Non c’è alternativa alle forniture russe, il vero problema sarà il prossimo inverno"

elena comelli
Economia
epa08147768 A flag with the logo is fixed outside of the Russian Gazprom company's headquarters in Moscow, Russia, 21 January 2020. According to Gazprom's plans, the Nord Stream 2 natural gas pipeline from Russia to Germany should be completed at the beginning of 2021, despite US sanctions against companies laying pipes for the natural gas pipeline.  EPA/MAXIM SHIPENKOV
La sede di Gazprom a Mosca (Ansa)

Roma, 3 marzo 2022 - Se Putin chiude i rubinetti del gas, l’Italia non è pronta. "È impossibile rimpiazzare le forniture di gas russo", rileva Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia. Il gasdotto che porta in Italia il metano dalla Siberia, in entrata a Tarvisio, pompa ogni anno 30 miliardi di metri cubi di metano. Il governo italiano ha sollecitato l’aumento delle forniture dall’Algeria, ma nessuno degli altri fornitori è in grado di pompare abbastanza gas per coprire questo tipo di volumi. Purtroppo "siamo in un guaio ciclopico, che abbiamo contribuito a costruire", sostiene Paolo Scaroni, deputy chairman di Rothschild, con un passato alla guida di Enel e poi di Eni. Negoziati Russia Ucriana oggi: cosa succede in tempo reale "Le tensioni con l’Ucraina non sono una novità e già in passato abbiamo sperimentato situazioni critiche, come nel 2006, quando in gennaio Gazprom chiuse i rubinetti e l’Ucraina restò al freddo, ma mai come quella di oggi", ricorda Tabarelli. "In quell’occasione le forniture all’Europa subirono un brusco calo e anche in Italia fummo costretti al razionamento delle forniture alle industrie, ma oggi non sarebbe sufficiente, se i russi interrompessero il flusso del gas per ritorsione contro le sanzioni", ragiona Tabarelli.  Nella "peggiore delle ipotesi", rileva l’esperto, dovremmo fermare le industrie "interrompibili", ma anche ridurre le forniture alle centrali elettriche e probabilmente limitare i riscaldamenti delle famiglie. Questi consumi, spiega Tabarelli, al momento sono già calmierati dall’impennata dei prezzi. "L’Italia ad oggi consuma circa 300 milioni di metri cubi di gas al giorno ed è già poco per questa stagione, perché le fabbriche e le famiglie stanno cercando di ridurre i costi al massimo". Più di così sarà difficile tagliare. Il governo continua a rassicurare: non ci sono segnali di interruzioni delle forniture di gas. Ma è importante "valutare ogni evenienza, visto il ...

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