Lavoro, produzione (Ansa)
Lavoro, produzione (Ansa)

Roma, 29 agosto 2014 - Aumenta ancora il tasso di disoccupazione e calano gli occupati con un ritmo di oltre mille al giorno. A luglio, riferisce l'Istat, si è attestato al 12,6%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,5 punti nei dodici mesi. Il dato cancella la flessione registrata il mese precedente e riporta il tasso di senza lavoro ai livelli di maggio, appena sotto i massimi storici. Il tasso di occupazione, pari al 55,6%, diminuisce di 0,1 punti percentuali sia in termini congiunturali sia rispetto a dodici mesi prima. Gli italiani con un impego, afferma l'Istat, sono 22 milioni 360 mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto al mese precedente. La disoccupazione aumenta, rispetto a giugno, sia tra gli uomini (+3,3%) che tra le donne (+1%). Anche in termini tendenziali, il numero di disoccupati cresce sia nella componente maschile (+0,9%) che in quella femminile, con un'impennata del 9,3%. Lieve nota positiva, invece, per i giovani. Cala infatti la disoccupazione tra gli under 25, sempre in riferimento al mese di luglio. I disoccupati tra i 15 e i 24 anni, informa l'Istat, sono 705 mila. L'incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all'11,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,1 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 42,9%, in diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto al mese precedente ma in aumento di 2,9 punti nel confronto tendenziale.

ITALIA IN DEFLAZIONE - Dai dati Istat emerge inoltre che l'Italia entra in deflazione ad agosto per la prima volta da oltre 50 anni, cioè dal settembre del 1959, quando però l'economia era in forte crescita. Lo precisa l'Istat, ricordando che allora la variazione dei prezzi risulto' negativa dell'1,1%, in una fase di 7 mesi di tassi negativi. Ad agosto risulta ancora in deflazione anche il cosiddetto carrello della spesa, ovvero l'insieme dei beni che comprende l'alimentare, i beni per la cura della casa e della persona. Il ribasso annuo è infatti pari allo 0,2%, anche se in recupero rispetto al -0,6% di luglio. L'economia italiana nel secondo trimestre del 2014 si è contratta dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Lo conferma l'Istat che, per effetti di arrotondamento, ha invece rivisto la stima sul Pil tendenziale del 6 agosto da -0,3% a -0,2%. Con il primo trimestre chiuso a -0,1%, l'Italia è di fatto in recessione.

SQUINZI: "SITUAZIONE DRAMMATICA" - "L'Italia sta vivendo al di sopra dei propri mezzi e in questo modo riducendo la propria ricchezza: c'è bisogno di misure anche dolorose che ci riportino alla crescita". E' quanto ha affermato il presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi nel suo intervento al meeting di Cl. Secondo il leader degli industriali, anche il Pil 2014 si avvia a chiudere in negativo dello 0,2-0,3% e per questo serve una scossa. "Gli italiani", ha aggiunto, "devono essere pronti a un periodo di austerità nei prossimi anni per tornare alla ripresa e alla crescita dell'occupazione". L'Italia vive oggi una "situazione economica drammatica", avverte Squinzi. Servono "decisioni anche dolorose ma che ci portino verso la crescita. Se mi dicono che bisogna fare dei sacrifici sono pronto, ma i nostri sacrifici devono avere una prospettiva, una visione di lungo termine".

ISTAT: "SOSTANZIALE STAGNAZIONE" - Le recenti indicazioni provenienti dalle inchieste su famiglie e imprese confermano l'attuale fase di debolezza del sistema economico. Le previsioni per il terzo trimestre 2014 indicano una sostanziale stagnazione dell'economia che risentirebbe, come negli altri paesi europei, della mancata ripresa degli investimenti. I consumi mostrerebbero una dinamica lievemente positiva. Il proseguimento delle tensioni politiche internazionali potrebbe amplificare la minore vivacità della domanda estera, condizionando le prospettive delle esportazioni". E' quanto si legge nella nota mensile dell'Istat sulle stime per l'Italia. "La variazione congiunturale del Pil prevista per il terzo trimestre è pari a zero con un intervallo di confidenza compreso tra +0,2% e -0,2%", si legge ancora.

POLETTI: "ANDAMENTO DEL LAVORO SEGUE ECONOMIA" - "I dati diffusi dall'Istat evidenziano come l'andamento del lavoro segua quello altalenante dell'economia. Dopo l'incremento complessivo di circa 100.000 occupati registrati nei mesi di maggio e giugno, a luglio gli occupati calano di 35.000 unità". Così il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, commenta i dati sulla disoccupazione diffusi oggi dall'Istituto di statistica. "Sono gli effetti negativi della coda di una lunga crisi dalla quale il Paese sta faticosamente uscendo, cui si sono aggiunte le turbolenze internazionali che stanno pesando sull'economia di tutti i grandi paesi europei. E' un dato positivo l'aumento del tasso di occupazione giovanile, che a luglio cresce dello 0,6% rispetto al mese precedente".

RENZI: "OCCUPAZIONE NON SI FA PER DECRETO" - "Non credo che i posti di lavoro si creino per decreto. Ecco perché continuo a dire che l'Italia ce la può fare. L'Italia è nelle condizioni di uscire dalla crisi", ha detto il premier Matteo Renzi in conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Il dato dei posti di lavoro è il dato che a me più colpisce: continua ad essere positivo il dato sul breve termine, gli occupati sono tornati a crescere, ma ad oggi è un dato preoccupante, mi preoccupa di più dei dati sulle previsioni", ha aggiunto Renzi.