La firma del rinnovo del Contratto collettivo nazionale delle Agenzie per il Lavoro
La firma del rinnovo del Contratto collettivo nazionale delle Agenzie per il Lavoro

Roma, 15 ottobre 2019 - Tutele rafforzate, incentivi all'assunzione a tempo indeterminato, un diritto mirato alla formazione e più welfare per i lavoratori somministrati sono il centro del nuovo contratto collettivo firmato da Assolavoro, Associazione nazionale delle agenzie per il lavoro, con Cgil, Cisl e Uil e i sindacati di categoria Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uil.Temp. A firmarlo il Presidente di Assolavoro, Alessandro Ramazza, e i segretari di Nidil Cgil, Felsa Cisl e UilTemp insieme con i segretari confederali Tania Scacchetti (Cgil) e Tiziana Bocchi (Uil) e il segretario generale aggiunto Luigi Sbarra (Cisl). 

Il nuovo contratto – spiega Ramazza – "dà maggiori tutele ai lavoratori, con una flessibilità tutelata, a garanzia sia delle imprese, sia delle persone che lavorano". L’accordo – sottolinea il Presidente - rafforza la "flessibilità buona ed è riuscito a tutelare una situazione difficile", che si era creata a seguito della stretta sui contratti a termine del decreto dignità. Oltre 50 mila lavoratori – continua - "non avrebbero più potuto essere assunti dall'impresa utilizzatrice o da noi e grazie all'accordo con le organizzazioni sindacali, siamo riusciti a evitare questo rischio". L'intesa, trovata dalla delegazione guidata, per Assolavoro, da Enzo Mattina, introduce, infatti, un regime transitorio per il calcolo dei periodi di lavoro a termine contrattualizzati tra le stesse parti tra il 2014 e il 2018, che vengono conteggiati per un massimo di 12 mesi. 

La contrattazione - insiste Luigi Sbarra, numero due della Cisl -  si conferma "lo strumento principe per rispondere alle esigenze dei lavoratori, di fronte ai tentativi di intervenire per legge. E, infatti, il decreto dignità lo abbiamo considerato un eccesso di regolamentazione del mercato del lavoro a tempo determinato": da qui la proposta, per i rinnovi dei contratti a termine, di «restituire alla contrattazione la possibilità di stabilire causali sulla base delle esigenze vere di flessibilità delle imprese e del protagonismo delle parti sociali". 

La formalizzazione del nuovo Contratto collettivo segue l’intesa raggiunta il 21 dicembre 2018, a conclusione di un percorso negoziale articolato e complesso per via di uno scenario mutevole sul piano economico e normativo.

Il Contratto qualifica ulteriormente la somministrazione di lavoro come forma di flessibilità capace di soddisfare le esigenze delle imprese implementando al contempo le tutele e l’employability delle persone, mediante la formazione finalizzata alle reali esigenze del mercato del lavoro, e rafforzando ulteriormente il già avanzato sistema di welfare presente nel settore sin dalla sua nascita (1997). 

Tra le novità più rilevanti emergono il "diritto mirato alla formazione" con misure e risorse dedicate, incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato, un rafforzamento del welfare interno con più risorse per sostegno alla tutela sanitaria, alla maternità e per l’asilo nido; contributi per studenti lavoratori e per favorire trasporti extraurbani e mobilità territoriale; misure specifiche per rafforzare l’apprendistato e per uno strumento di flessibilità oraria, tutelato e garantito, qual è il MOG (Monte Ore Garantito).

Introdotte anche le "ferie solidali", ovvero la possibilità per il lavoratore in somministrazione di chiedere all’Agenzia per il lavoro di cedere volontariamente e a titolo gratuito i permessi e le ferie maturati ad un altro lavoratore in somministrazione dipendente della medesima Agenzia per il Lavoro e in missione presso lo stesso utilizzatore.

Misure specifiche, come accennato, intervengono in tema di successione e proroghe dei contratti; un regime transitorio ad hoc ha poi scongiurato che oltre 50mila persone a gennaio 2019 fuoriuscissero dal lavoro in somministrazione per le novità normative introdotte nel 2018 (cosiddetto 'Decreto Dignità').

In un anno sono 800mila le persone con un contratto di lavoro in somministrazione. Hanno diritto per legge a tutele e retribuzione tipiche del lavoro dipendente (la retribuzione in particolare deve essere per legge “non inferiore” al dipendente diretto dell’azienda presso cui prestano attività) e a prestazioni aggiuntive garantite da Forma.Temp ed E.Bi.Temp e rafforzate nel contratto collettivo. 

Sono 78mila sono i lavoratori in somministrazione assunti a tempo indeterminato dalle Agenzie per il lavoro. Attraverso le 2.500 filiali delle Agenzie, inoltre, sono 50mila ogni anno le persone che, selezionate, vengono poi assunte direttamente dalle aziende clienti delle Agenzie.

Il nuovo Contratto collettivo rappresenta un ulteriore tassello di un percorso di relazioni sindacali teso a rafforzare concretamente il ruolo delle parti sociali, attraverso la ricerca di soluzioni capaci di coniugare al meglio le esigenze di flessibilità delle imprese con quelle di continuità di lavoro, di reddito e di prospettiva per chi lavora.