Smart working ed eLearning. L’eredità dell’emergenza Covid-19 non è solo una scia di morte e un impatto devastante sull’economia e sulle nostre abitudini, ma anche un nuovo modo di lavorare e di studiare. Nel giro di poche settimane, infatti, quello che sembrava un progetto futuribile a lenta implementazione ha avuto una drammatica accelerazione, che ha portato a un cambiamento radicale e forse irreversibile per milioni di lavoratori e studenti in tutto il mondo.

"In questi giorni – spiega Franco Amicucci (nella foto), Ceo di Skilla – siamo immersi in una grande sperimentazione di massa del lavoro a distanza, un’esperienza che segnerà sicuramente il futuro. Perché anche quando si riprenderà il lavoro in condizioni di normalità, speriamo in tempi non lontani, credo che nulla sarà come prima". Un cambiamento che, al di la degli incerti profili giuridici, conviene a tutti: dai datori di lavoro ai dipendenti fino all’ambiente, grazie alla riduzione del traffico. Purché sia accompagnato dall’affermazione di una nuova cultura dell’organizzazione del lavoro basata sulla flessibilità, dall’acquisizione di nuove competenze lavorative e da infrastrutture digitali per garantire la connessione. Al lavoro, ma anche a scuola o all’università. Più in generale il tempo del Coronavirus è l’occasione per avviare una riflessione sull’apprendimento permanente, necessario in una società in continua evoluzione, che avviene con una molteplicità di contesti, fisici e digitali.

"Occorre un grande processo di nuova alfabetizzazione per acquisire le competenze richieste dal mondo post Coronavirus – prosegue Amicucci –. Una sorta di reskilling del mondo del lavoro e dei gruppi dirigenti. L’aula non scomparirà ma evolverà e interagirà con i nuovi ecosistemi di apprendimento digitale. Sempre più gli scenari di formazione convergono verso la direzione ‘dell’apprendimento istantaneo on demand’ e del ‘contextual learning’. Il tempo riservato alla formazione tradizionale, con queste modalità, sarà ridotto in favore di una formazione continua e in tempo reale. Molte scuole e istituzioni formative stanno sperimentando ambienti di intelligenza artificiale che permettono modelli di apprendimento basati sul Recommender System, un modello che genera percorsi formativi personalizzati, grazie alla possibilità di far incontrare le specifiche caratteristiche, culture, stili di apprendimento di ogni persona con tutta l’offerta formativa presente nel proprio ambiente, scuola o azienda".

Non solo smart working e formazione: la pandemia sta premendo sull’acceleratore dell’innovazione anche in altri campi, dalla robotizzazione del lavoro ai servizi alla persona, all’agricoltura. Il tutto con lo spettro della disoccupazione, evocato da molti osservatori, con i quali Amicucci è in netto disaccordo: "Chi prevede che queste innovazioni porteranno alla perdita di posti di lavoro sbaglia. Al contrario la disoccupazione sarà enorme se non si attiveranno queste innovazioni e grandi investimenti per la riqualificazione delle persone, di chi lavora e di chi non lavora. In ogni caso – conclude Amicucci – per tutti si sono aperte opportunità di valorizzazione, perché tutti con l’emergenza Coronavirus hanno scoperto che senza di loro la società non va avanti. Ciò potrebbe accelerare la rivoluzione tecnologica che era già in atto, trainata dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale".