Spesso poco note al grande pubblico le OP, Organizzazioni di produttori agricoli, hanno un ruolo fondamentale in molti comparti dell’agricoltura europea e nazionale, tanto da essere considerate uno strumento economico centrale della politica agricola comune. Le OP sono gruppi di produttori agricoli che si costituiscono in associazione, per lo più cooperativa, per gestire in comune alcune fasi a valle della produzione primaria. Inizialmente hanno interessato alcuni settori, orto-frutta, latte e derivati, olio di oliva, vino ma oggi la loro attività si estende a quasi tutti i comparti dell’agro-alimentare.

Scopo del mettersi insieme è quello di coordinare la filiera attraverso un’organizzazione che si occupi del commerciale, dello stoccaggio o della logistica, permettendo così alle singole aziende agricole una maggiore concentrazione e gestione dell’offerta. L’aggregazione inoltre permette spesso di superare le debolezze della piccola impresa agricola e di ottenere una maggiore forza contrattuale rispetto al comparto a valle.

Nell’Unione europea, riporta l’Accademia dei Georgofili, vi sono circa 3.500 OP riconosciute, di cui oltre 2500 sono in Germania, Spagna, Francia e Italia. Più della metà opera nel settore ortofrutta, seguita da latte e prodotti lattiero-caseari, olio di oliva e olive da tavola e vino. In Italia vi sono organizzazioni che intervengono in 16 settori; in generale prevalgono dimensioni di fatturato contenute, con circa un terzo delle OP che non supera i 5 milioni di euro e quasi la metà che si colloca al di sotto dei 50 milioni di euro; ma vi è quasi un quinto che ha un giro di affari tra 50 e 100 milioni di euro ed oltre, dieci delle quali nel nostro Paese. Un grande potenziale che prosegue la sua crescita ed il suo radicamento sul territorio.

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