di Elena Comelli La Bce apre all’euro digitale, una moneta in forma elettronica a cui avrebbero accesso tutti i cittadini per effettuare pagamenti "in modo rapido, semplice e sicuro", come con le banconote. L’idea è nell’aria da tempo, ma ieri l’Eurotower ha pubblicato un rapporto in cui fa sapere che è pronta all’emissione di una moneta digitale, con cui spingerebbe ancora più ai margini i bitcoin e le innumerevoli monete elettroniche proliferate...

di Elena Comelli

La Bce apre all’euro digitale, una moneta in forma elettronica a cui avrebbero accesso tutti i cittadini per effettuare pagamenti "in modo rapido, semplice e sicuro", come con le banconote. L’idea è nell’aria da tempo, ma ieri l’Eurotower ha pubblicato un rapporto in cui fa sapere che è pronta all’emissione di una moneta digitale, con cui spingerebbe ancora più ai margini i bitcoin e le innumerevoli monete elettroniche proliferate nell’ultimo decennio. Il 12 ottobre aprirà una consultazione pubblica "per confrontarsi con i cittadini il mondo accademico, il settore finanziario e le autorità pubbliche". Oggi i bitcoin attraggono per il loro alto potenziale speculativo, per qualche risparmio sulle transazioni e anche per l’anonimato quasi assoluto che assicurano se utilizzati con le dovute accortezze.

La nascita di valute digitali gestite dalle banche centrali avrà l’effetto di relegare sempre di più queste monete al ruolo di asset speculativi e strumenti per transazioni opache. "Dovremmo essere preparati all’emissione di un euro digitale qualora ce ne fosse bisogno", ha dichiarato la presidente Christine Lagarde, facendo intendere che la Bce è pronta ad accelerare questo percorso, già avviato dalla Federal Reserve e dalla Banca centrale cinese: la creazione di un euro digitale potrebbe richiedere fino a 3 anni, per mettere a punto infrastrutture e complessi aspetti legali. L’euro digitale si affiancherebbe al contante, senza sostituirlo e dunque l’Eurosistema continuerà a emettere contante in ogni caso. Nel suo blog Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo e presidente della task force per l’euro digitale, si è già schierato a favore della moneta virtuale: "L’introduzione di un euro digitale sosterrebbe la spinta dell’Europa verso la continua innovazione, contribuendo inoltre alla sua sovranità finanziaria e al rafforzamento del ruolo internazionale dell’euro".

Una moneta unica digitale, ha spiegato nel blog, preserverebbe il bene pubblico che l’euro costituisce per i cittadini. Per chi condivide la filosofia che sta alla base di bitcoin e fratelli minori, naturalmente, una moneta digitale di una banca centrale è una contraddizione in termini. L’esatto opposto rispetto all’idea di un denaro slegato da un’autorità centrale che lo gestisce e controlla.