di Paolo Tomassone "La redditività del gruppo è sicuramente in crescita, la qualità del credito è in continuo miglioramento e la posizione di capitale è molto solida". Con queste parole l’amministratore delegato di Bper Banca, Piero Luigi Montani (nella foto), si rivolge agli investitori nel presentare i risultati...

di Paolo Tomassone

"La redditività del gruppo è sicuramente in crescita, la qualità del credito è in continuo miglioramento e la posizione di capitale è molto solida". Con queste parole l’amministratore delegato di Bper Banca, Piero Luigi Montani (nella foto), si rivolge agli investitori nel presentare i risultati dei primi sei mesi dell’anno, che hanno visto un utile di 502 milioni. Numeri che includono il contributo economico procurato dall’acquisto di 620 filiali da Intesa Sanpaolo che nei prossimi mesi dovranno essere pienamente integrati nel gruppo. "Oggi possiamo guardare al futuro con più ottimismo" spiega l’ad, che da oggi ricoprirà anche la carica di direttore generale dopo la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con Alessandro Vandelli, a cui è stato riconosciuto un incentivo all’esodo di 1,6 milioni di euro.

Per Bper è il momento di concentrarsi sull’attività commerciale e sulla riduzione dei costi, ma non si esclude un ulteriore coinvolgimento della banca in nuove progetti di acquisizioni o fusioni. "Di banche non ne sono rimaste molte, di piccole sì ma di banche delle nostre dimensioni, sono rimaste la Sondrio, Banco Bpm e Mps – precisa l’ad, incalzato dagli analisti – .

Su Mps ci sono state adesso delle uscite di Unicredit, per cui non posso dire nulla perché stanno adesso ragionando" e Carige "tenderei al momento a escluderla". Non se ne parlerà prima della conclusione del piano industriale che terminerà a fine anno, ma è escluso che Bper possa continuare a lavorare con gli attuali 1.853 sportelli. Troppi anche gli attuali 18mila dipendenti: "Li dovremo ridurre".