I prelievi in Italia di acqua potabile ammontano a oltre 9 miliardi di metri cubi all’anno
I prelievi in Italia di acqua potabile ammontano a oltre 9 miliardi di metri cubi all’anno
Mentre il mondo rischia di finire senz’acqua, si scopre che l’Italia ne consuma tanta, troppa, molta di più degli altri Stati dell’Unione europea. A fotografare il quadro allarmante sul nostro Paese è Legambiente nella III edizione del Forum nazionale Acqua "Una risorsa circolare". L’Italia, denuncia l’associazione, è prima in Europa per prelievi di acqua a uso potabile con oltre 9 miliardi...

Mentre il mondo rischia di finire senz’acqua, si scopre che l’Italia ne consuma tanta, troppa, molta di più degli altri Stati dell’Unione europea. A fotografare il quadro allarmante sul nostro Paese è Legambiente nella III edizione del Forum nazionale Acqua "Una risorsa circolare". L’Italia, denuncia l’associazione, è prima in Europa per prelievi di acqua a uso potabile con oltre 9 miliardi di metri cubi all’anno e con un preoccupante 26% della popolazione (15 milioni di abitanti) esposto a un forte stress idrico. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), poi, l’Italia è anche indietro nella gestione sostenibile dell’acqua: in media, infatti, utilizziamo tra il 30% e il 35% delle risorse idriche rinnovabili, a fronte di un obiettivo comune dell’Unione europea che prevede di non estrarne più del 20%. L’Italia, denuncia la ong, ha "una rete di distribuzione obsoleta e con forti perdite idriche" e perciò "servono più risorse, indirizzando in particolare quelle del Pnrr per realizzare opere che riducano il problema delle perdite".

Ma non siamo solo noi ad essere esposti a questo pesante stress idrico. Secondo Legambiente, la maggior parte delle persone a rischio carenza di risorse per l’intenso sfruttamento vive nei Paesi dell’Europa meridionale, tra cui Spagna (a rischio 22 milioni di abitanti, ossia il 50% della popolazione nazionale), ma anche Grecia (5,4 milioni) e Portogallo (3,9 milioni).

Dall’Onu, intanto, arriva un altro dato allarmante: nel 2018 sono state 3,6 miliardi le persone che hanno avuto un accesso inadeguato all’acqua per almeno un mese all’anno ed entro il 2050 si prevede che questa cifra salirà a oltre cinque miliardi. A stimarlo è l’Omm, l’Organizzazione mondiale della metereologia (Nazioni Unite), che rileva come negli ultimi 20 anni, l’accumulo di acqua terrestre sia diminuita a una velocità di 1 cm all’anno. E la situazione sta peggiorando: solo lo 0,5% dell’acqua sulla Terra è disponibile, in quanto acqua dolce.

red. eco.