di Elena Comelli Amazon incassa i guadagni eccezionali del Black Friday, spinto dai lockdown del Covid-19, e lancia un pacchetto di gratifiche natalizie da 500 milioni di dollari per tutti i suoi dipendenti della logistica, visto l’impegno straordinario a cui sono costretti quest’anno. Una cifra che per i lavoratori italiani si tradurrà in 300 euro lordi in busta paga ciascuno. A riceverla saranno "i dipendenti del settore logistico e i dipendenti dei fornitori, inclusi i corrieri che si occupano delle consegne di Amazon Logistics, che lavoreranno con noi dal 1° al 31 dicembre". L’annuncio...

di Elena Comelli

Amazon incassa i guadagni eccezionali del Black Friday, spinto dai lockdown del Covid-19, e lancia un pacchetto di gratifiche natalizie da 500 milioni di dollari per tutti i suoi dipendenti della logistica, visto l’impegno straordinario a cui sono costretti quest’anno. Una cifra che per i lavoratori italiani si tradurrà in 300 euro lordi in busta paga ciascuno. A riceverla saranno "i dipendenti del settore logistico e i dipendenti dei fornitori, inclusi i corrieri che si occupano delle consegne di Amazon Logistics, che lavoreranno con noi dal 1° al 31 dicembre".

L’annuncio della società di Jeff Bezos arriva proprio durante la mobilitazione internazionale Make Amazon Pay, che punta a migliorare il trattamento dei lavoratori del colosso americano dell’e-commerce, e alla vigilia della stretta regolatoria annunciata dall’Europa. Con le nuove norme Ue per il digitale, i grandi del Big Tech dovranno "cambiare alcune cose" e rispettare ciò che "è importante per l’Ue", ha annunciato il commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, anticipando i contenuti del pacchetto che la Commissione Ue presenterà il 9 dicembre.

Nel caso di violazioni e di abuso di posizione dominante, ha preannunciato Breton, le grandi piattaforme rischieranno grosso: "Ci saranno sanzioni proporzionate", che culmineranno nella possibilità per Bruxelles di "imporre separazioni strutturali", per contrastare la posizione dominante delle Big Tech sul mercato. Le piattaforme saranno valutate in base a criteri che comprendono il loro impatto sul mercato unico Ue, se la loro offerta di servizi è "inevitabile" per gli utenti e se uccidono la concorrenza.

Proprio su questo punto, recentemente l’Antitrust europeo ha avviato un procedimento contro Amazon per l’utilizzo interessato delle informazioni delle Pmi che vendono attraverso la sua piattaforma e una serie di procedimenti sono in corso anche nei confronti di Google. L’altro tasto dolente è la questione fiscale, con molti di questi gruppi che ricorrono a pratiche di "ottimizzazione fiscale", sfruttando scappatoie legali e tecniche finanziarie per spostare i profitti realizzati nei Paesi europei là dove il prelievo è più basso. "Per avere una buona regolamentazione è necessario disporre di misure credibili e proporzionate", ha precisato Breton. "Misure di contenimento" dello strapotere dei colossi web sono state annunciate anche dal Regno Unito. Londra predisporrà una struttura ad hoc per vigilare sui comportamenti di Google, Facebook e Amazon nei confronti dei rivali più piccoli.

Si tratterà di un’unità speciale all’interno dell’Autorità per la concorrenza britannica. Le grandi aziende della Silicon Valley dovranno conformarsi a un codice di condotta particolare che sarà introdotto attraverso un’apposita legislazione. L’obiettivo è creare condizioni di parità per le piccole imprese, dare alle persone un maggiore controllo sui propri dati e definire una relazione tra le piattaforme online e gli editori di giornali.