Nonostante l’Antitrust Ue abbia già iniziato l’esame del dossier Open Fiber, dopo la notifica sulla finalizzazione della cessione del 50% di Enel all’asse Cdp-Macquarie, con il fondo australiano che avrà il 40% della società per la fibra, bisognerà con tutta probabilità attendere l’autunno per una pronuncia dell’Authority per la concorrenza che comunque si è già mossa per valutare i contenuti del riassetto. Con la maggioranza di Open Fiber in capo a Cdp, il riassetto della società dovrebbe aprire la strada alla rete cosiddetta unica, un dossier la cui conclusione tuttavia appare ad oggi in salita. Mentre in Italia l’Agcom sta ancora approfondendo il progetto di separazione legale volontaria di Tim della propria rete di accesso, con la creazione di FiberCop.