FIRENZE

INCERTEZZA economica e politica, con un risultato che è sotto gli occhi di tutti gli imprenditori: la difficoltà di accesso al credito per molte piccole e medie imprese del nostro territorio. Di qui la forte richiesta che arriva da Paolo Pasqualetti, direttore generale di Artigiancredito Toscano, per un rilancio del ruolo dei consorzi fidi.

Direttore, c’è fame di credito tra le aziende?

«Il quadro è preoccupante. I dati Istat dello scorso giugno relativi a fatturato e ordinativi delle imprese hanno suonato un grosso campanello di allarme. Poi è arrivata la certificazione del Pil negativo. C’e’ bisogno di credito verso le piccole e medie imprese».

Come si esce da questa spirale negativa?

«Bisogna scommettere sulle imprese del nostro territorio, anche quelle piccole, affidandosi alla parte sana del sistema dei Confidi. Qualcuno si dovrà rendere conto che svolgono un ruolo non solo economico, ma anche sociale».

Il Decreto Crescita prevede l’abrogazione della lettera ‘R’ della legge Bassanini a partire dal primo gennaio 2021...

«Ci auguriamo che il nuovo governo faccia un passo indietro su questa scelta scellerata. La riserva normativa della lettera R permette alle Regioni di limitare l’accesso al Fondo centrale di garanzia per pmi alla controgaranzia dei Confidi e dei fondi regionali di garanzia. Se questa possibilità sparisce, sarà un grave danno per le nostre imprese. Dall’inizio alla crisi ad oggi, il credito delle pmi è calato del 30%. In Toscana, dove vige ancora a termine la riserva normativa della lettera R, la flessione si è fermata al 17%, la metà di quella registrata a livello nazionale».

Cosa ne pensa delle associazioni di categoria che si sono schierate per l’abrogazione della lettera R?

«Ne prendo atto. Ma dico: cerchiamo di prendere consapevolezza del nostro ruolo, non stiamo dietro ognuno al proprio orticello. Altrimenti chi ci rimette sono le imprese che si rivolgono ai consorzi. Se vogliamo mantenere e aumentare l’efficacia del nostro ruolo, è necessaria una scelta coraggiosa».

Quale?

«Aggregarsi, fare massa critica. Ci sono diverse centinaia di consorzi fidi in tutta Italia. Le banche stanno facendo una forte selezione dei consorzi con cui operare, ma bisognerebbe non fosse solo il mercato a tagliare fuori certe strutture».

Voi qualcosa state facendo in questa direzione...

«I soci di Artigiancredito si sono espressi a larga maggioranza nelle assemblee a favore della fusione per incorporazione del consorzio con Unifidi Emilia Romagna. La fusione, operativa da novembre, porterà alla creazione di uno dei più grossi consorzi fidi italiani, espressione di oltre 112mila aziende e con un portafoglio garanzie superiore a 1,2 miliardi di euro».

Quali le novità per le imprese?

«Visto che la normativa ce lo permette e visto che le nostre condizioni finanziarie ce lo consentono, entro la fine dell’anno erogheremo direttamente prestiti fino a 25mila euro alle pmi. Da garanti diventeremo anche erogatori».

Quanto destinerete a questa operazione?

«Il primo plafond sarà di 10 milioni di euro, destinato appunto a piccoli prestiti fino ad un massimo di 25mila euro, con una durata massima di 60 mesi. Ci stiamo impegnando perché i tassi siano significativamente più bassi di quelli delle società al consumo che nella maggior parte dei casi sono a doppia cifra».