di Paola Benedetta Manca

"Bisogna tenere duro. Quando correvo da ciclista professionista, ad esempio al Tour de France, in alcune gare ho corso per vincere; in altre, per rimanere almeno dentro il tempo massimo. Per riuscire a tagliare comunque il traguardo e poi ripartire. L’importante è non ritirarsi mai". Davide Cassani (nella foto), dal 2018 presidente di Apt (Azienda promozione turistica) Servizi Emilia-Romagna, ha fatto tesoro delle lezioni che ha imparato dallo sport. L’ex campione, vincitore di due tappe al Giro d’Italia e commissario tecnico della Nazionale di ciclismo, anche se la stagione turistica è iniziata in sordina, non si arrende, e guarda al futuro con ottimismo.

Presidente, la stagione è partita davvero a rilento a causa del Covid, che prospettive ci sono?

"Si può dire che la stagione sia partita nel fine settimana tra il 5 e il 6 luglio, che ha segnato il ritorno a una normalità dal punto di vista turistico. Fino ad allora, le spiagge e i ristoranti si sono riempite solo nei weekend, ma è mancato il turismo infrasettimanale. Ora si sta tornando a ritmi più sostenuti, ma lentamente".

C’è una possibilità reale di recupero?

"Veniamo da una situazione molto difficile, ma abbiamo sempre avuto, in Riviera, spiagge molto organizzate e tra le più grandi d’Italia che permettono un adeguato distanziamento, così siamo riusciti, anche quest’anno, a offrire un prodotto appetibile. Solo il 10% degli alberghi non apriranno per la stagione. Siamo ottimisti e siamo convinti di poter recuperare, anche perché i nostri lidi sono facilmente raggiungibili dalle altre regioni e anche dall’estero. E’ vero, ci sono meno soldi e le persone hanno meno ferie, ma siamo riusciti a creare una situazione di tranquillità: in Romagna, per i turisti, sono pronte spiagge sicure, grandi e organizzate. La Riviera, ricordiamolo, è il sorriso degli italiani".

A proposito di sicurezza, continuano a vedersi assembramenti sulle spiagge, anche il presidente della Regione Bonaccini, ha richiamato più volte alla prudenza. Cosa ne pensa?

"Bisogna assolutamente utilizzare il buon senso, avere le accortezze necessarie senza allarmismi e senza creare terrore, ma seguendo le regole. Purtroppo sono situazioni che sfuggono un po’ al controllo, ma le nostre spiagge sono molto grandi: possiamo starci tutti e a debita distanza".

Quando si tornerà ai ritmi delle stagioni scorse?

"Secondo me bisognerà attendere la seconda parte dell’estate, si sta ritornando a una lenta normalità con l’aumento di prenotazioni: da fine luglio, e soprattutto da agosto, dovrebbe arrivare il grosso dei turisti. Cercheremo di prolungare la stagione, quest’anno, fino a ottobre, per cercare di recuperare la partenza a rilento. Abbiamo spostato anche molte manifestazioni ed eventi culturali, riuscendo a evitare che, quest’anno, i turisti dovessero rinunciarvi".

Riuscirete a riportare in Riviera i turisti stranieri?

"La presenza straniera, purtroppo, è ridotta ai minimi termini, perché gli spostamenti non sono facili, ma abbiamo messo in campo una serie di progetti e investimenti e abbiamo puntato moltissimo sulla comunicazione. Ad esempio, la Regione Emilia-Romagna ha unito le forze con Veneto e Friuli-Venezia Giulia per promuovere il turismo tedesco in Riviera, una presenza per noi fondamentale fin dagli anni ‘70. Per questo motivo, abbiamo attivato per il quinto anno di seguito, ma per la prima volta con un collegamento giornaliero, la tratta del treno Monaco-Cesena-Rimini".

Il Covid ha messo in ginocchio gli operatori turistici e la situazione non è ancora risolta, qual è la molla per andare avanti con ottimismo?

"Ho partecipato a molte competizioni nella mia vita di sportivo, in alcune ho cercato di vincere, in altre, semplicemente, di non essere eliminato: l’importante è non ritirarsi ma andare avanti nonostante tutto. Il vero fallimento è abbandonare, non arrivare ultimo: questo deve dare grinta per il futuro. Arriva il giorno in cui le situazioni migliorano e con il Covid è lo stesso. Bisogna utilizzare le accortezze giuste ma lottare. Per fortuna, in Emilia-Romagna, siamo abituati a rimboccarci le maniche e andare avanti".