La sicurezza sul posto di lavoro è un gioco da ragazzi. O meglio un videogame. Basta assegnare i giusti Dispositivi di protezione individuale, mettere in sicurezza le postazioni dei lavoratori ed evitare gli infortuni sfidando giorno dopo giorno, con nuovi livelli e difficoltà, gli amici nella classifica generale. E’ la sfida contenuta nel serious game ‘Sicuri si diventa’, progettato nell‘ambito del progetto BRIC 2016 ID 48, finanziato da Inail, che ha visto la collaborazione di un team di ricercatori del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Bologna. Il progetto, coordinato dalla professoressa Pina Lalli (nella foto in alto a destra), in collaborazione con tre Aziende Usl di Modena, Fermo e Viterbo, il Dipartimento di Medicina del lavoro di Inail a Roma e 7 istituti scolastici del territorio nazionale, è stato presentato a Bologna in occasione del convegno ‘I mondi nuovi della conoscenza e della comunicazione: il game’.

Il progetto ha ideato un pacchetto formativo costituito da un videogioco e un manuale per gli insegnanti da utilizzare a scuola per affiancare la formazione obbligatoria sulla sicurezza. Attraverso un percorso partecipativo che ha coinvolto attivamente nella progettazione gli studenti delle 7 scuole, ha preso forma ‘Sicuri si diventa’, il videogioco disponibile in versione desktop (https:site.unibo.itsicuri-si-diventait) e mobile in open access.

Il concept di ‘Sicuri si diventa’ si basa sul role-playing: lo studente ha il compito di responsabile della sicurezza junior e deve gestire la sua azienda muovendosi in tre settori lavorativi: manifattura, edilizia, agraria. E’ un videogioco ‘gestionale’, progettato per essere veloce, leggero e divertente. L‘azione di gioco è una sfida in cui si ottengono punteggi in funzione dell‘abilità nel mettere in sicurezza i lavoratori evitando l‘infortunio. L’applicazione delle regole della sicurezza è il gioco, il cui obiettivo è far crescere l‘azienda evitando infortuni.

«Rendere consapevoli i giovani sull’importanza della sicurezza e della prevenzione dei rischi sui luoghi di lavoro è cruciale per garantire davvero un diritto al lavoro – commenta la professoressa Lalli – . Nella ricerca ha colpito il pragmatismo con cui alcuni dei giovani intervistati fossero portati a considerare il lavoro, in cantiere come in agricoltura o in fabbrica, come di per sé pericoloso, specie se pagato di più proprio per correre rischi. Ma al tempo stesso ci hanno fatto capire quanto fosse secondo loro importante combattere l’ignoranza delle misure di prevenzione con una formazione efficace, attenta anche alle loro esigenze e alle loro aspettative. Un videogioco grazie al quale imparare divertendosi e soprattutto rovesciare – nella pratica del gioco stesso – la logica che ‘tempo uguale denaro uguale pericolo’. Tutt’altro: prevenire infortuni e incidenti costa meno tempo e meno denaro. E soprattutto risparmia vite umane”.

Nella seconda parte del convegno una tavola rotonda su gamification, apprendimento e pubblica utilità ha visto confrontarsi diverse esperienze e prospettive nell‘ambito dei videogiochi a finalità formativa: si parla di digital learning per l’agroecologia, di pregi e limiti del gaming per la formazione, dell’esperienza dell‘Archivio Videoludico della Cineteca di Bologna e di quella dell‘Istituzione Bologna Musei, della prospettiva sulla sicurezza del Comune di Bologna con il nuovo protocollo appalti e del ruolo dello sviluppatore nella costruzione delle dinamiche di gioco nei videogame.