Lunedì 15 Luglio 2024
ELENA COMELLI
Economia

La sfida dell’Intelligenza artificiale Pronta la risposta cinese a ChatGpt

Disponibile da oggi l’app Ernie Bot, lanciata dal colosso Baidu. Un miliardo e mezzo i potenziali utenti

La sfida dell’Intelligenza artificiale  Pronta la risposta cinese a ChatGpt

La sfida dell’Intelligenza artificiale Pronta la risposta cinese a ChatGpt

di Elena Comelli

Anche la Cina ha ora il suo ChatGpt. Si chiama Ernie Bot ed è stato lanciato ieri dal colosso tecnologico Baidu, una specie di Google in mandarino che possiede il più grande motore di ricerca del Paese. La competizione tra Usa e Cina passa infatti anche dall’Intelligenza artificiale, con il Dragone pronto a investire miliardi pur di non farsi trovare impreparato rispetto agli ottimi risultati già ottenuti dalle software house statunitensi. Il sito di Ernie Bot è già attivo per il pubblico cinese e ieri, sull’onda del lancio, il valore delle azioni di Baidu è salito del 3%. Per registrarsi e utilizzarlo è necessario essere in possesso dell’app di Baidu, disponibile solo nei confini nazionali.

Sono un miliardo e mezzo i potenziali utenti che, non avendo accesso agli altri rivali europei, potranno contribuire nei prossimi mesi ad allenare questa nuova intelligenza artificiale generativa. E’ proprio questo l’obiettivo dell’apertura al grande pubblico. Dopo anni di ricerca, ha spiegato Robert Li, ceo di Baidu, la società è pronta a ricevere feedback umani reali, fondamentali per raffinare le risposte del chatbot. Negli ultimi dieci anni, Baidu ha investito più di 140 miliardi di yuan (circa 19,5 miliardi di dollari) in ricerca e sviluppo, secondo i dati dell’azienda. Il pubblico sembra apprezzare: l’app Ernie Bot è già in cima alla classifica delle applicazioni gratuite più scaricate negli store. Oltre a Ernie Bot, B[EMPTYTAG]aidu lancerà una serie di nuove applicazioni nate dall’Intelligenza artificiale che consentiranno agli utenti di sperimentare appieno le quattro capacità principali dell’intelligenza artificiale generativa: comprensione, produzione, ragionamento e memori.

L’intelligenza artificiale generativa è il focus su cui si stanno concentrando gli sforzi dei colossi del settore non solo negli Stati Uniti ma anche nel Paese asiatico. Gli sviluppatori cinesi, però, devono scontare tutti i limiti della GreatFireWall, la censura imposta al web dal governo per tenere fuori tutte le informazioni non gradite. Ma dato che l’Intelligenza artificiale ha bisogno di immani quantità di dati per imparare, è chiaro che questa situazione non consente alle software house del Dragone di giocare ad armi pari con quelle statunitensi.

Anche i responsi delle IA cinesi, con ogni probabilità, saranno programmati per non fornire le informazioni sgradite al governo, che non circolano nel Paese. Pechino ha imposto alle aziende anche una verifica di sicurezza per ottenere l’approvazione dei propri prodotti di Ai, prima che vengano lanciati pubblicamente.

Secondo il sito cinese Sina News, sarebbero 8 i sistemi di intelligenza artificiale generativa inclusi in questo primo lotto a cui è stato permesso il rilascio pubblico. Oltre a Baidu, altre due aziende, Baichuan e Zhipu AI, hanno lanciato ieri i loro modelli linguistici e ancora prima, il 18 agosto, ByteDance (proprietaria di TikTok) aveva lanciato il suo chatbot Doubao.[EMPTYTAG]