di Achille Perego In oltre vent’anni ha investito più di 3 miliardi in aziende eccellenti del made in Italy, confermandosi come la prima merchant bank indipendente italiana. Adesso, forte di questa esperienza, la Tip di Giovanni Tamburi ha deciso di essere partner anche di aziende con potenzialità ma con difficoltà finanziarie o che necessitano di un riorientamento strategico e organizzativo. È nata così Itaca Equity, la cui formula societaria innovativa è stata pensata da Sergio Iasi e Angelo Catapano, che hanno storici rapporti di reciproca stima con Tamburi, ai quali come partner si è unito Massimo Lucchini. A loro farà capo il 60%...

di Achille Perego

In oltre vent’anni ha investito più di 3 miliardi in aziende eccellenti del made in Italy, confermandosi come la prima merchant bank indipendente italiana. Adesso, forte di questa esperienza, la Tip di Giovanni Tamburi ha deciso di essere partner anche di aziende con potenzialità ma con difficoltà finanziarie o che necessitano di un riorientamento strategico e organizzativo. È nata così Itaca Equity, la cui formula societaria innovativa è stata pensata da Sergio Iasi e Angelo Catapano, che hanno storici rapporti di reciproca stima con Tamburi, ai quali come partner si è unito Massimo Lucchini. A loro farà capo il 60% di questa nuova holding mentre il restante 40% sarà detenuto da Tip.

Ma che cos’è Itaca Equity? "Un veicolo di investimento e di consulenza che interverrà in aziende che stanno vivendo momenti finanziariamente complessi e sono interessate da processi di ristrutturazione, partecipando alla loro ricapitalizzazione e operando come advisor, restructuring manager ed equity provider", spiega Iasi che, con oltre vent’anni di esperienza nel settore del restructuring industriale e finanziario, oltre che senior partner sarà anche amministratore delegato di Itaca.

Quale la novità di questo nuovo veicolo?

"Sul mercato esistono fondi specializzati nell’acquisto di pacchetti di crediti deteriorati (Npl o Utp) con l’opzione di trasformarli in capitale azionario. In questo modo però nelle società non arrivano mezzi finanziari freschi. Non è questa la nostra strategia di investimento".

La vostra strategia invece sarà diversa?

"È quella, replicando la formula di Tip, di diventare soci (di minoranza o di maggioranza, in questo ci sarà molta flessibilità) partecipando alla ricapitalizzazione delle società e quindi iniettando nuove risorse finanziarie per sostenere il turnaround delle imprese con buone potenzialità ma che vivono momenti di difficoltà".

Oltre all’apporto finanziario quale sarà il vostro ruolo?

"Premesso che si tratterà di ingressi con un’ottica da azionisti che sostengono le aziende per tutto il tempo necessario, verrà messo a disposizione delle aziende il sistema di competenze e professionalità che hanno caratterizzato l’operato di Tip in oltre vent’anni. Un sistema senza il quale questo progetto non sarebbe credibile e che è indispensabile per affiancare le aziende, con interventi rapidi, nel processo riorganizzativo e di ristrutturazione".

Su quali risorse potrà contare Itaca?

"La holding nasce con una dote di svariati milioni che vede anche i senior partner rischiare in prima persona con propri capitali. Tip ha previsto di dedicare al progetto tra i 50 e i 100 milioni e circa 500 saranno raccolti tra le storiche famiglie imprenditoriali italiane che fin dall’inizio hanno creduto in Tip e che hanno già manifestato interesse per questo nuovo progetto".

Quando e come saranno impiegate le risorse?

"I circa 600 milioni complessivi, sia con l’intervento diretto della holding sia con un veicolo sottostante nel quale confluiranno le risorse del club deal, saranno impiegati per la ricapitalizzazione di aziende di differenti settori (escluso l’immobiliare e il finanziario) con singoli progetti di almeno 20-30 milioni. Il primo dovrebbe partire entro sei mesi".