La loro pizza surgelata arriva già in Brasile, New Jersey, Gran Bretagna e, tramite il gruppo Cremonini, anche in Polonia. Ma il progetto della famiglia Menchetti, al timone dell’azienda aretina da tre generazioni, è ambizioso e l’obiettivo per il 2021 è sbarcare su nuovi mercati. Dopo un iniziale disorientamento, la chiusura durante i mesi della pandemia da Covid-19 e il conseguente crollo del fatturato non sono riusciti a scalfire l’ottimismo dei due fratelli, Corrado e Marco, che dal 2007 hanno fatto ingresso nell’azienda di famiglia, nata nel 1948 e che fino al 1996 ha prodotto solo pane.

Poi la diversificazione, l’esplorazione di nuove strade, che sono state delle intuizioni vincenti. Prima i dolci, freschi, di prima qualità – panettoni, ricciarelli, panforte, cantucci – senza conservanti né additivi, quindi le aperture dei negozi, diretti e affiliati, al ritmo di uno all’anno e, infine, tre anni fa circa, la nuova frontiera: la pizza surgelata, buona come quella fresca. E gli investimenti continuano. In programma l’apertura di due nuovi punti vendita entro il 2022. Il prossimo, a giugno, quello di Lastra a Signa, in provincia di Firenze. "L’inaugurazione è slittata a causa del lockdown – spiega Corrado Menchetti (nella foto in alto e sotto a destra con la famiglia), amministratore dell’azienda – ma a giugno apriremo il dodicesimo negozio. Ne abbiamo altri 12 affiliati, sempre dislocati tra Toscana e Umbria".

È un’azienda a conduzione familiare, la Menchetti, ma con volumi da azienda industriale. Ogni giorno dallo stabilimento di Cesa escono 100 quintali di pane, che arrivano sulle tavole di 250mila persone. Per il 40 per cento si tratta di panini macinati a pietra, a lievitazione naturale, panini di filiera, il 30 per cento è pane cotto a legna. Il 2020 non è stato facile. "Ci siamo spaventati. Nel periodo della chiusura lavoravano solo 30 dipendenti su 356. In due mesi abbiamo perso l’85 per cento del fatturato", racconta l’amministratore. "Per fortuna, però, già ad agosto abbiamo recuperato e siamo tornati ai livelli precedenti la pandemia".

"C’è ancora molta incertezza. Vedremo a marzo come sarà andato questo 2020. I nostri genitori, che ci hanno seguito sempre, sono stati una risorsa in questa fase complicata. Ci hanno trasmesso il loro spirito imprenditoriale, ci hanno aiutato tantissimo in questi anni di crescita e negli ultimi mesi sono riusciti a tranquillizzarci, a farci gestire al meglio le nostre paure, noi preoccupati, che ci sentiamo responsabili del presente e futuro dei nostri dipendenti e delle loro famiglie", fa presente Menchetti. "Nel corso degli anni abbiamo rischiato, innovandoci, e ha funzionato. Prima avevamo un piccolo impianto di 300 metri quadrati per la produzione del surgelato, rivolto essenzialmente alla grande distribuzione, al settore horeca, al mondo della ristorazione in aeroporti, stazioni e aree di servizio – sottolinea – ma l’abbiamo ampliato. Da gennaio è diventato di 2mila metri quadrati ed è certificato. Il nostro obiettivo per i prossimi anni è portare la nostra pizza surgelata nel mondo". Mai come in questo caso l’alta qualità è garanzia di successo. "I prezzi delle nostre pizze – ammette l’amministratore – sono mediamente più alti, ma gli ingredienti sono tutti italiani, la farina è di filiera, il pomodoro Petti, la mozzarella di Colfiorito".

È nell’azienda agricola Menchetti che si producono i grani Verna e Senatore Cappelli, utilizzati per il pane, ma anche farro, olio e vino con cui vengono riforniti i punti vendita. Dal forno aperto nel 1948 da due fratelli, Angiolo e Santi, si è arrivati alla grande azienda di oggi, guidata sempre da due fratelli, Corrado e Marco. I due fratelli puntano sulla vendita al dettaglio e ora sulla pizza surgelata. L’azienda ha chiuso il 2019 con un fatturato di 23 milioni di euro.

Monica Pieraccini