Nelle foto: a sinistra Joe Little, Global Chief Strategist di HSBC Global Asset Management; a destra Colin Moore, Chief Investment Officer Globale di Columbia Threadneedle Investments
Nelle foto: a sinistra Joe Little, Global Chief Strategist di HSBC Global Asset Management; a destra Colin Moore, Chief Investment Officer Globale di Columbia Threadneedle Investments

La parola d’ordine è "prudenza". Perché dopo il poderoso recupero delle Borse dai minimi toccati a marzo, grazie alle generose misure di politica monetaria decise dalle banche centrali (dalla Fed alla Bce) che hanno immesso enorme liquidità nel sistema e lasciato ai minimi storici i tassi, gli analisti non vedono, almeno nel breve (e quindi nella seconda metà dell’anno) spazi perché la festa dei mercati continui con forza anche se non mancheranno le opportunità. E tra i tanti simboli con i quali, graficamente si immagina il trend dei prossimi mesi, la sfida è tra una ripresa a “U”, più lenta e una a “V” più rapida. Ma comunque ci si aspetta ancora una forte volatilità e la possibilità di ricadute soprattutto se in autunno (con l’esempio non confortante della riesplosione dei contagi a Pechino) ci sarà una seconda ondata dell’epidemia.

Secondo il nuovo report trimestrale di aggiornamento sui mercati a cura di Evan Brown, Head of Multi-Asset Strategy Investment Solutions di UBS Asset Management la recessione globale indotta dalla pandemia è finita. È probabile quindi che la ripresa all’inizio assuma una forma a V, ma difficilmente si tratterà di un miglioramento sostenuto. Il diverso carattere delle espansioni economiche in tutto il mondo si manifesterà, sottolinea il report, in funzione della forza e della persistenza delle risposte politiche in evoluzione ma, alla fine, dipenderà dai progressi sul fronte della salute pubblica, accelerando in maniera importante lo sviluppo e la diffusione di un vaccino contro il Covid-19. Quindi, avverte Ubs Asset Management "la portata del rimbalzo negli attivi rischiosi, in risposta all’ampio supporto da parte dei governi e delle banche centrali, ci lascia neutrali sui titoli azionari globali. Siamo prudenti sul segmento azionario statunitense e a nostro avviso, i titoli azionari non statunitensi presentano maggior valore".

Per capire l’evoluzione dei mercati, spiega Stéphane Monier, Chief Investment Officer di Banque Lombard Odier & Cie SA, i big data, uniti agli analytics, "si stanno dimostrando un valido strumento per raccogliere le informazioni per i processi di investimento". La ripresa delle economie mondiali sta avvenendo a scaglioni, capeggiata da quella dei Paesi asiatici a cui fanno seguito gli europei, mentre Stati Uniti e Regno Unito sono più indietro. Quindi anche per Banque Lombard Odier l’azionario sta incorporando una ripresa a forma di “V”, con poco potenziale al rialzo.

E sulla ripresa a “V” concordano anche gli economisti di Morgan Stanley secondo i quali, pur mettendo in conto anche un ritorno in autunno del Covid-19, stiamo imboccando un nuovo ciclo di espansione e la produzione tornerà ai livelli di crisi pre-coronavirus entro il quarto trimestre. Più prudente invece è il Barometro di giugno di Pictet Asset Management secondo il quale è prematuro sostenere che la crisi sia finita e che il mondo si stia dirigendo verso una ripresa a V. Per questo motivo "manteniamo un’esposizione neutrale alle principali classi di attivi e a abbiamo incrementato l’esposizione ai titoli ciclici, aumentando i materiali e diminuendo l’esposizione al Regno Unito". Sul fronte del reddito fisso invece Pictet continua a privilegiare i Treasury USA e il credito investment grade, oltre al debito in valuta locale dei Paesi emergenti. E privilegiati sono anche l’oro e il franco svizzero.

Nell’outlook sulla seconda metà del 2020, Joseph Little, Global Chief Strategist di HSBC Global Asset Management, sottolinea invece come i titoli di Stato non siano interessanti dal punto di vista della valutazione e le loro proprietà di copertura diventano sempre più limitate man mano che i tassi d’interesse si avvicinano a zero. Gli investitori quindi devono riflettere più a fondo su come diversificare il proprio portafoglio. Attualmente – spiega – "privilegiamo l’azionario globale e le obbligazioni high yield su base strategica e a lungo termine. Riteniamo che gli investitori disposti ad assorbire la volatilità a breve termine saranno compensati nei prossimi due anni", guardando anche a opportunità di investimenti selettivi legati a trend come la sostenibilità e la tecnologia. Comunque, non bisogna dimenticare che i mercati anticipano sempre crisi e riprese. E cosi per Colin Moore, Chief Investment Officer Globale di Columbia Threadneedle Investments "il futuro è difficilmente prevedibile".