Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il presidente dell’Abi Antonio Patuelli
Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il presidente dell’Abi Antonio Patuelli
Un Osservatorio nazionale sul fenomeno dell’usura, con il compito di promuovere iniziative d’informazione sull’utilizzo dei Fondi antiusura, elaborare proposte di modifica alla vigente legislazione, realizzare iniziative per contrastare la pubblicità ingannevole in tema di concessioni di credito dietro cessioni di aliquote stipendiali, incrementare l’attività di microcredito finalizzata...

Un Osservatorio nazionale sul fenomeno dell’usura, con il compito di promuovere iniziative d’informazione sull’utilizzo dei Fondi antiusura, elaborare proposte di modifica alla vigente legislazione, realizzare iniziative per contrastare la pubblicità ingannevole in tema di concessioni di credito dietro cessioni di aliquote stipendiali, incrementare l’attività di microcredito finalizzata all’inclusione sociale e finanziaria delle fasce vulnerabili della popolazione. È uno dei punti contenuti nell’accordo quadro anti-usura siglato al Viminale dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e dal presidente dell’Associazione bancaria italiana (Abi), Antonio Patuelli, alla luce dell’incremento del fenomeno criminale registrato in seguito alle difficoltà determinate dalla pandemia.

All’Osservatorio, che sarà costituito con un decreto del ministro dell’Interno presso l’ufficio del Commissario straordinario del Governo antiracket, parteciperanno rappresentanti di Banca d’Italia, Abi, ministero dell’Economia, della Giustizia, Dna, Avvocatura dello Stato; i rappresentanti delle tre Associazioni Antiracket e Antiusura maggiormente rappresentative a livello nazionale.

Per il ministro Lamorgese sono "ancora troppo poche le denunce per usura: dobbiamo aiutare a denunciare coloro che si trovano in difficoltà e seguirli fino al rientro nel circuito economico legale". "Su 22 milioni da elargire del Fondo di solidarietà per le vittime di estorsione e usura - ha ricordato il ministro - ne sono stati distribuiti 20 milioni per le estorsioni e solo 1,8 per l’usura. Sono in netto calo le istanze, dalle 455 del 2020 alle sole 155 di quest’anno. La pandemia ha determinato situazioni complicate per le famiglie, c’è il rischio di un welfare alternativo da parte della criminalità organizzata e dunque l’esigenza di di una presenza concreta dello Stato. Importante - ha sottolineato - la possibilità che il protestato possa rientrare nell’economia legale con l’aiuto di banche e Confidi".