Un rendering di come sarà il primo tunnel navale al mondo
Un rendering di come sarà il primo tunnel navale al mondo
Un inconveniente come quello successo sul canale di Suez, probabilmente, in Norvegia non potrebbe accadere. Quantomeno non tra un paio d’anni e non, soprattutto, dalle parti della penisola di Stad. È arrivato infatti il via libera a una delle opere più avveniristiche in campo marittimo, la costruzione dello Stad Ship Tunnel, il primo tunnel al mondo ideato unicamente per il passaggio di...

Un inconveniente come quello successo sul canale di Suez, probabilmente, in Norvegia non potrebbe accadere. Quantomeno non tra un paio d’anni e non, soprattutto, dalle parti della penisola di Stad. È arrivato infatti il via libera a una delle opere più avveniristiche in campo marittimo, la costruzione dello Stad Ship Tunnel, il primo tunnel al mondo ideato unicamente per il passaggio di navi. L’Amministrazione Costiera norvegese ha ricevuto una lettera di incarico dal ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni, che permetterà di avviare i preparativi per la costruzione del tunnel dopo un passaggio in Parlamento e il successivo appalto: sarà lungo poco meno di 2 chilometri e largo 35 metri e avrà un costo di 2,8 miliardi di corone (circa 330 milioni di dollari): i lavori, al via nel 2022, richiederanno circa tre anni. Il tunnel – con semafori all’ingresso – servirà per evitare alle navi la navigazione al largo di un tratto di mare particolarmente turbolento, il mare di Stadhavet, nell’ovest della Norvegia. Il tunnel navale sarà costruito scavando nel punto più stretto della penisola di Stad. E questo renderà l’impresa più fattibile, poiché il tunnel non sarà effettivamente così lungo. Lo scavo avverrà tramite piattaforme di perforazione sotterranee. La costruzione comporterà probabilmente la rimozione di alcuni edifici e di circa tre milioni di metri cubi di roccia.

"È un progetto pianificato da decenni – ha dichiarato il project manager Terje Andreassen –. È una buona notizia poter finalmente cominciare i lavori entro un anno". Attualmente la navigazione lungo lo Stadhavet è spesso condizionata da correnti, maree e cattivo tempo. "L’area costiera intorno alla penisola – spiega ancora Andreassen – è quella più soggetta a tempeste e persino uragani". A volte le navi sono costrette a restare bloccate per giorni nel porto più vicino prima di poter riprendere il mare. Ma dentro il tunnel, naturalmente, questo non sarà più un problema.